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Il Comune divorzia dalla Us Follonica
Revocata la concessione degli impianti sportivi: la società non ha mantenuto gli accordi sottoscritti nel 2012
FOLLONICA. Il Comune di Follonica revoca la concessione degli impianti sportivi alla Us Follonica: la società non ha mantenuto gli accordi. Investimenti dal valore di 450.000 euro non fatti, lavori (tra l’altro eseguiti in modo non ottimale) portati avanti senza comunicarlo al Municipio, opportunità, come quella della partnership con la Fiorentina, rimaste su carta e a cui la dirigenza non ha dato seguito. Si conclude così una delle vicende più difficili della storia dello sport follonichese. L’amministrazione ha già firmato la delibera con la quale dà il via al procedimento per la revoca della concessione alla Us Follonica e nelle prossime ore il dirigente responsabile del settore firmerà la determina che rende fattivo l’indirizzo della giunta di Andrea Benini.
I tempi, a quanto spiegato dal sindaco di Follonica che tra le altre ha la delega allo sport, saranno stretti: un mese forse il periodo lasciato alla società calcistica per rientrare nell’accordo, altrimenti la convenzione non avrà più efficacia, anche se saranno garantite le attività rivolte agli iscritti, quindi allenamenti e campionati. Una volta decaduta l’intesa, che prevedeva appunto la concessione degli impianti sportivi comunali di via Sanzio (stadio Nicoletti) e di via dell’Albatro (stadio Baldaccheri) dal 20 novembre 2012 al 31 luglio del 2025 alla Asd Us Follonica con contributo annuo di circa 90.000 euro da parte del Comune, sarà pubblicato un bando per assegnare le strutture a una nuova società.
«La revoca della concessione è purtroppo l’unica soluzione possibile – spiega Benini –. Da un anno e mezzo abbiamo una corrispondenza continua con l’Us Follonica che non ha portato ai risultati da noi sperati: di base c’è la mancata coerenza con quanto era stato sottoscritto cinque anni fa nella convenzione. Dal 2012 al 2017 la società avrebbe dovuto investire nelle due strutture comunali circa 450.000 euro: l’unica spesa fatta tra tutte quelle previste è stata per realizzare il campo a otto nell’impianto di Campi Alti, che tra l’altro già esisteva prima della firma dell’atto ed era stato inserito solo per motivi di investimenti spalmati in anni successivi».
L’Us Follonica dal 2012 al 2017 avrebbe dovuto rifare gli spogliatoi e i servizi nell’impianto di via Sanzio e realizzare un campo da calcio a 5 e nuovi spogliatoi a Campi Alti. Non è stato così e oltre a questo ci sono diverse migliaia di euro di disavanzo che il gruppo dirigente ha accumulato negli anni.
Il problema, sempre a giudizio del sindaco, parte dal 2011 quando le due società calcistiche allora presenti a Follonica, Golfo e Pro Follonica, si unirono per creare quella che doveva essere una delle realtà sportive più importanti della Toscana. «L’idea di base era ottima – continua Benini – ma non c’è stato prima uno studio delle società e quindi è mancata la condivisione e sono sorte le prime complicazioni».
Un altro esempio che fa il sindaco è l’accordo con la Fiorentina: la società calcistica viola era disposta a fare di Follonica un centro per la scoperta delle future leve, investendoci anche denaro. «Quel progetto non è mai stato portato avanti – spiega ancora Benini – così come molte sono state le occasioni che il Comune ha dato all’Us Follonica in questi anni, proprio perché comprendevamo il periodo non ottimale che stava attraversando il gruppo. Avevamo un interlocutore e abbiamo fatto di tutto per dargli la possibilità di rientrare nell’accordo. Non credo che dall’avvio del procedimento di revoca alla data di scadenza dello stesso, la società riesca a fare quello che doveva negli anni passati, quindi presumo che presto sarà fatto un nuovo bando per affidare le due strutture a un altro soggetto: questa decisione non andrà a danno degli atleti iscritti all’Us Follonica e alle loro famiglie, voglio rassicurarli sul fatto che l’attività sportiva andrà avanti regolarmente nonostante la revoca».
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