Il Tirreno

Grosseto

Resistere alla crisi investendo a Siena

di Elisabetta Giorgi
Resistere alla crisi investendo a Siena

Martinotti, titolare della Palomar, apre una libreria nella città del Palio «Il corso Carducci è sempre più deserto, la socialità sta morendo»

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GROSSETO. Resistere alla crisi del commercio grossetano, al calo degli affari e all’avvento del centro commerciale Maremà si può. Come? Investendo fuori provincia, nel centro storico di Siena dove paiono esserci prospettive incoraggianti e aiuti istituzionali per portare avanti gli affari. Lo spiega Massimo Marinotti - 58 anni, da 17 anni titolare della libreria Palomar in Corso Carducci a Grosseto con la moglie Monica Volpi - che aprirà una libreria nella città del Palio «come risposta - spiega - al nuovo centro commerciale».

Come sono andati gli affari durante le feste natalizie è presto detto: quest’anno «il centro storico si è svuotato e con lo svuotarsi del centro si è svuotata la socialità», dice l’imprenditore offrendo lo spunto per fare un piccolo bilancio e riaprire il dibattito sull’andamento del commercio in centro storico. Marinotti si dice «fortemente critico nei confronti del nuovo centro commerciale: secondo me - spiega lui - è stato un errore spersonalizzare una città piccola e con un’economia fragile come questa creando un altro centro commerciale che per molte cose è quasi una fotocopia del centro commerciale naturale del centro storico e dell’altro centro commerciale Aurelia Antica. In questo modo abbiamo completamente ucciso una socialità: la gente non passeggia più e il centro è completamente deserto con tutte le conseguenze del caso».

Secondo Marinotti la flessione che ha subìto e sta subendo il centro storico dipende in parte dall’avvento del Maremà e in parte da una crisi mai considerata e affrontata nei modi adegiati dalle varie amministrazioni che si sono succedute e «che non ci hanno mai messo mano», né quelle di prima né quella attuale. «La pubblica amministrazione - dice - dovrebbe intervenire per ripopolare il corso».

Pessime le ricadute natalizie. «I primi giorni delle feste - dice - ci saranno state sì e no 8 persone. Anche noi a dicembre abbiamo subìto una flessione rispetto al 2015». Flessione tutto sommato «leggera» - precisa - in quanto la Palomar ha sempre puntato a essere «un’eccellenza creando iniziative e cercando di fare non solo commercio ma anche promozione culturale». A questo punto «la mia risposta al centro commerciale di Grosseto è che a breve aprirò una bella libreria a Siena, in pieno centro, tra le logge del Papa e il corso. Il che non significa una fuga da Grosseto ma una lotta», dice. La nuova attività sorgerà nel palazzo più antico di Siena, palazzo Piccolomini: saranno 80 mq che vedranno la luce, se tutto va bene, ad aprile. «Siamo nella fase dei preparativi e delle ultime formalità ma il grosso è stato fatto». In arrivo 4 posti a tempo indeterminato; l’apertura sarà dalle 10 alle 23. «Sarà per me un investimento notevole, il più grande della vita» dice Marinotti ricordando il fallimentare tentativo della Palomarina, altra attività del centro storico ora chiusa («sbagliai a scegliere la via; passaggio zero»). A Siena si punterà soprattutto su libri universitari e narrativa e il concetto di fondo è che l’attività nascerà «per dare anche una mano e una spinta economica alla libreria di Grosseto: quest’ultima, beninteso, resterà quella fondamentale e storica, quella che ha contraddistino in maniera continuativa la mia vita e che finora mi ha fatto vivere».

Grosseto soffre ma non chiude; Siena se ttutto va bene farà da carburante. L’esperimento è avviato.

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