Toscana
Baci in bocca alla figlia Condannato a 5 anni
GROSSETO. Poco meno di due anni fa era stato assolto dall’accusa di atti sessuali (il fatto non sussiste), per i baci che avrebbe dato sulla bocca della figlia di 4 anni. Nel settembre successivo era...
GROSSETO. Poco meno di due anni fa era stato assolto dall’accusa di atti sessuali (il fatto non sussiste), per i baci che avrebbe dato sulla bocca della figlia di 4 anni. Nel settembre successivo era stato denunciato di nuovo, per fatti similari in tutto e per tutto che sarebbero avvenuti nel 2013 e che erano stati raccolti in una segnalazione del Coeso. Questa volta è stato condannato. E pesantemente.
Cinque anni per un operaio cinquantenne abitante a Grosseto che ha affrontato di nuovo il rito abbreviato all’udienza preliminare, stavolta con il giudice Sergio Compagnucci. Non solo per i baci ai danni della figlia diventata nel frattempo più grande ma anche per una penetrazione con un dito e anche - questa contestazione è stata aggiunta dal sostituto procuratore Giuseppe Coniglio nell’udienza precedente - per un riferimento a strusciamenti nonché a dati temporali che avvicinavano gli episodi fino al momento della presentazione della querela (fine settembre 2015). All’epoca (primi di ottobre 2015) l’uomo era stato allontanato per ordine del giudice dalla casa coniugale dove era stato riammesso dopo il primo processo perché la moglie lo avrebbe perdonato.
Alla parte civile (avvocato Francesca Carnicelli) sono state riconosciuti a titolo di provvisionale 15.000 euro alla bambina e 10.000 euro alla mamma. Al resto penserà il giudice civile.
I risultati dell’incidente probatorio - cioè l’accertamento necessario a capire l’attendibilità della piccola e la possibilità di sostenere l’accusa - sono stati oggetto di contrasto tra pm e il difensore Alessandro Maria Lecci nell’udienza in camera di consiglio, presente l’imputato. Il dottor Coniglio aveva sollecitato 4 anni e 8 mesi (comprensivi dello “sconto” previsto dalla scelta del rito abbreviato) sostenendo la corrispondenza delle affermazioni con i riscontri emersi da varie fonti. L’avvocato Lecci ha invece ricordato che proprio nel corso dell’incidente probatorio la piccola aveva smentito di aver detto alla madre essere stata baciata dal padre, ammettendo solamente alcuni toccamenti; il difensore aveva sollevato dubbi sulla testimonianza della madre («mi ha riferito che il padre l’ha baciata sulla bocca e che successivamente ha iniziato a toccarla con il dito»), ritenendola quindi inattendibile. E ha fatto un chiaro riferimento alla prima sentenza, quella in cui l’uomo era stato assolto, ripercorrendo i motivi per i quali secondo il giudice la donna non poteva e non doveva essere ritenuta credibile. L’arringa difensiva è durata un’ora e mezzo. Il giudice si è ritirato in camera di consiglio ed è tornato dopo circa un quarto d’ora. Le motivazioni saranno depositate entro la fine di marzo. «Lette le motivazioni, presenteremo appello», si è limitato a dire l’avvocato Lecci. (p.s.)
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