Italia
«No alla legge sulle caldaie» Ricorso contro la Regione
Comune capoluogo e Provincia si rivolgono insieme alla Corte costituzionale Contestate le variazioni su controlli e prezzo del bollino imposte da Firenze
GROSSETO. Prosegue il braccio di ferro sulle caldaie con la Regione matrigna. Il Comune e la Provincia di Grosseto ritengono incostituzionali e lesive dei diritti dei cittadini le norme della legge regionale n.85, approvata lo scorso 16 dicembre. Per questo motivo proporranno istanza congiunta di appello alla Corte costituzionale.
Con la legge regionale 85, approvata prima di Natale, la Regione Toscana ha assunto le competenze degli enti locali in materia di controlli sull’efficienza energetica degli impianti termici, cambiando le modalità dei controlli, il prezzo del bollino e molto altro. In pratica - dal 2018 - verrà creato l’ennesimo sistema unico regionale, una gestione di area vasta per le verifiche su installazioni e manutenzioni degli impianti termici. Il 2017 sarà invece anno di passaggio e sperimentazione. Nei 28 Comuni tutte le operazioni di verifica saranno seguite da Apea, l’Agenzia provinciale per l’energia e l’ambiente di Siena. Non più da Sistema, che pure poteva vantare un contratto con il Comune fino al 2025. In pratica sono state tolte le competenze ad alcuni Comuni (per esempio a quello di Grosseto, ma non a quello di Firenze) e con esse servizi da svolgere a Sistema, la società in house del Comune che fino a pochi giorni fa si occupava del servizio in città e frazioni e puntava a svolgere le verifiche anche negli altri Comuni della provincia. L’amministratore unico di Sistema Mauro Squarcia e il sindaco del Comune di Grosseto si erano da subito arrabbiati per questa decisione, chiedendo un impegno al consigliere regionale del Pd Leonardo Marras, ma soprattutto annunciando battaglia in ogni sede. Marras, in un primo momento, si era detto possibilista nel trovare una soluzione, ma poi la sua disponibilità era stata freddata dalle dichiarazioni di chiusura dell’assessore regionale all’ambiente e alla difesa del suolo Federica Fratoni.
Adesso verrà presentata un’istanza (congiunta con la Provincia di Grosseto, dove nel frattempo il centrodestra è diventato maggioranza) innanzi alla Corte Costituzionale. L’inquilino del Comune capoluogo e di Palazzo Aldobrandeschi ritiene infatti incostituzionale il contenuto della legge regionale. I due enti hanno dato mandato ai rispettivi uffici legali di predisporre gli atti necessari. L’obiettivo è evitare che circa 300mila euro, provenienti da famiglie grossetane (ma per tutta la provincia la cifra ammonta a circa un milione), vadano ad arricchire Apea, e non più Sistema. (g.b.)
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