Gioco
I falegnami fanno festa Domani sarà la 212ª volta
La Società di Castel del Piano celebra il tradizionale appuntamento di categoria Messa nella chiesa di San Giuseppe e poi tutti a pranzo insieme al ristorante
CASTEL DEL PIANO. Il 23 gennaio la Chiesa ricorda lo sposalizio tra Giuseppe e la Madonna ed è questa data che, sin dal 1805, la Società dei Falegnami di Castel del Piano celebra la sua “festa” giunta, pertanto, alla sua 212ª edizione.
Una tradizione antichissima, quindi, svoltasi pressoché ininterrottamente (con qualche pausa, forse, in anni di guerra) che trasse spunto dalla profonda devozione popolare alla Madonna che attecchì particolarmente tra i “legnaioli”, categoria assai numerosa all’epoca, che fondarono la loro Società con finalità mutualistiche e solidaristiche, scegliendo, come loro giorno, il 23 gennaio. Questa tradizione, con profonde trasformazioni si è allargata ad altri falegnami dei comuni limitrofi e domani, come ogni anno, un nutrito gruppo di persone si ritroveranno per la messa delle 12 (celebrata non a caso nella chiesa dedicata a San Giuseppe dove è esposta una splendida tela del Nasini raffigurante lo Sposalizio della Vergine) per poi spostarsi in un ristorante locale: qui sarà anche distribuito il biscotto intrecciato simbolo dell’unione tra Maria e Giuseppe. L’organizzazione viene affidata, anno dopo anno, ai cosiddetti festaioli, un gruppo di tre persone scelte per il successivo appuntamento che si ritrovano, contattano i partecipanti, scelgono il locale, curano tutti gli aspetti organizzativi. Quest’anno i festaioli sono Silvio Marchini, Claudio Mangiavacchi e Rosildo Seri. Quest’ultimo, per la abnegazione con la quale si dedica a mantenere viva la tradizionale festa, ha ormai assunto il ruolo, seppur informale, di “presidente”, anima vera e propria dell’evento che tutti gli riconoscono. Come consuetudine, oltre al parroco don Gianni Lanini, officiante della messa, sono stati invitati i sindaci di Castel del Piano, Arcidosso e Santa Fiora che interverranno direttamente o per il tramite di loro delegati e porteranno ai falegnami il saluto istituzionale.
Della festa viene tenuto un diario, aggiornato con i dati salienti della giornata, che custodisce e rappresenta, pertanto, un pezzo di storia locale. Nonostante le profonde trasformazioni che hanno caratterizzato l’apparato produttivo locale abbiano cambiato radicalmente il mestiere, sull’Amiata resiste ancora una robusta filiera legata alla lavorazione del legno che va dai boscaioli, ai restauratori, ai produttori di mobili ed infissi. Per Maurizio Pellegrini, coordinatore locale Cna, «sebbene le moderne tecniche produttive abbiano portato alla standardizzazione dei prodotti ed alla diffusione di manufatti industriali (basti pensare ai mobili) ci sono ancora significativi spazi per prodotti su misura di qualità a base di castagno o per oggettistica legata alle tradizioni, soprattutto con utilizzo dell’olivo, filoni, questi dove si vanno cimentando con successo anche alcuni giovani artigiani locali. Auspico che la festa, oltre a mantenere viva una tradizione che vanta oltre duecento anni di storia, possa rappresentare uno stimolo ad intraprendere questo mestiere a tutti coloro che amano la lavorazione del legno».
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