Gioco
Ecco i nodi sui quali si può trattare
Dai caselli alla viabilità alternativa, governo e Sat hanno illustrato agli imprenditori le revisioni già pronte per il tracciato
GROSSETO. Di Tirrenica si parla da oltre cinquant’anni. Oggi il fronte del no – o almeno, a quanto pare dalle ultime notizie, una parte di esso – scende in piazza. Domani invece inizierà la conferenza dei servizi a Roma.
In un recente incontro in Camera di Commercio a Grosseto, nel frattempo, governo e Sat hanno prospettato ipotesi progettuali di revisione del tracciato che potrebbero essere accolte. Il mondo delle imprese chiede una viabilità adeguata che possa garantire lo sviluppo economico. Gli imprenditori presenti in Camera di Commercio hanno evidenziato che se le modifiche illustrate in quella sede fossero attuate, il progetto potrebbe essere meno devastante del previsto.
Il lotto 4 e 5b soggetti a valutazione di impatto ambientale fanno parte di un’opera, la Tirrenica, ritenuta «strategica ai fini del trasporto per il completamento della rete infrastrutturale nazionale». Questo è sostenuto da Governo, Regione Toscana e Sat. L’opera, infatti, dal 2001 è stata inserita fra le infrastrutture strategiche di interesse nazionale.
La scelta del percorso costiero, ossia in prevalente sovrapposizione all’attuale Aurelia è dettata, hanno sempre spiegato Regione e Governo, «da ragioni anche di carattere ambientale, ossia di minor consumo di territorio, inserimento paesaggistico e riduzione del rischio idraulico».
E invece proprio quel percorso costiero è stato vissuto, soprattutto nell’ultima versione presentata a fine 2016, ha scatenato un putiferio, tanto da compattare (per la prima volta) l’intero territorio sul fronte del no.
Tante le critiche mosse al progetto, un progetto che in Camera di Commercio anche i tecnici Sat hanno cercato di spiegare.
Complanari. Uno degli aspetti critici emersi dalle analisi del tracciato sono state le complanari ritenute «inadeguate». È stato spiegato dai tecnici della Sat che a fronte di 40 chilometri di autostrada, tra il lotto 4 e 5b, è stata individuata una viabilità alternativa di circa 44 chilometri destinata al servizio del traffico locale e dei veicoli non ammessi a transitare sull’autostrada. Di questa viabilità circa 23 chilometri sono costituiti da una nuova complanare con un sezione di 7 metri; 14 chilometri circa rappresentati dall’Aurelia che attraversa Orbetello e che non viene trasformata in autostrada; e solo 6 chilometri sono costituiti dalla strada provinciale per Talamone e per San Donato che riconnetta l’attuale statale con la nuova complanare progettata tra Fonteblanda e Grosseto sud.
Accessi a raso. Le viabilità previste nel progetto di 4 o 5 metri che non fanno parte dell’itinerario alternativo, sono state inserite con la funzione di ripristinare l’accessibilità a quelle proprietà che accedevano direttamente alla strada Aurelia. Centri abitati. Altro aspetto critico è rappresentato dalla interferenza del tracciato con i centri abitati. Il progetto prevede in alcuni tratti, Orbetello Scalo zona Osa, la realizzazione di due gallerie artificiali. Da quanto detto nell’incontro di Grosseto, la Tirrenica, in alcuni tratti, per non interferire con i centri abitati ha previsto scelte alternative: nell’attraversamento di Orbetello Scalo, l’attuale tracciato taglia il centro abitato. Il tracciato si affianca alla ferrovia e libera la statale per l’utilizzo locale. Ad Albinia e Fonteblanda l’autostrada si allontana dal centro girando intorno ai paesi lasciando, anche in questo caso, l’Aurelia al traffico locale.
Pedaggio. Altro appunto mosso da chi critica il tracciato è la disparità che si creeerebbe fra i cittadini a nord di Grosseto, che non pagano, e quelli a sud che invece pagano. Sat, Regione e Governo hanno chiarito che il meccanismo di pedaggiamento è stato studiato proporzionalmente agli investimenti necessari per realizzare l’opera.
Posizione aree di cantiere. Anche qui i tecnici Sat hanno spiegato che le aree di cantiere sono state posizionate in adiacenza al tracciato dell’Aurelia e quindi delle future opere da realizzare per facilitare gli spostamenti interferendo meno possibile col traffico locale. Sat, Regione e Governo si sono dichiarate disponibili ad accettare, in Conferenza dei servizi, contributi per meglio posizionare le aree.
Osservazioni. In merito poi a specifiche osservazioni emerse dal confronto con le amministrazioni molte osservazioni sono state valutate in maniera positiva e potrebbero essere accolte in sede di Conferenza dei servizi.
Barriera di Grosseto. Spostamento della barriera di Grosseto: dalla posizione prevista nel progetto a nord di Grosseto sud, a quella a nord di Grosseto nord in modo da poter utilizzare la Variante Aurelia come tangenziale senza pedaggio.
Accesso al Parco. Eliminazione della variante a Rispescia, limitando la duna di protezione dell’abitato con l’inserimento di barriere antirumore e riposizionando il tracciato sulla sede dell’Aurelia. Nel contempo è possibile inserire un nuovo svincolo nella zona di Rispescia ripristinando i collegamenti col Parco della Maremma.
Rischio idraulico. Si è accusata la Tirrenica di aver ridotto la capacità della Cassa di espansione. Secondo quanto emerso in Camera di Commercio il progetto è corredato di studi di verifica che sono stati esaminati coi tecnici della Regione con cui è stata condivisa l'opportunità di realizzare con l’autostrada l'argine della Cassa di espansione di Campo Regio.
Barriera di Fonteblanda. Per ora la struttura è ritenuta indispensabile per la realizzazione del sistema di esazione di tipo aperto a barriere (si paga solo se si esce dalla barriera, se si rimane al suo interno no) che altrimenti diventerebbe un sistema chiuso.
Svincoli Albinia e Fonteblanda. È in fase di valutazione un diverso posizionamento dello svincolo di Albinia e di Fonteblanda.
Campolungo. Molti imprenditori della zona hanno protestato per la perdita di capannoni e piazzali. Per Sat il tracciato salvaguarda i fabbricati consentendone la fruibilità attraverso un altro sistema di accessibilità connesso al tracciato della vecchia Aurelia.
Rischio archeologico. Il minore dispendio di suolo limiterebbe i danni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
