Il Tirreno

Grosseto

Terremoto, l'albergatore: «Offro 20 posti letto nella mia locanda»

di Elisabetta Giorgi
Emilio Signori nella sua locanda
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Emilio Signori nella sua locanda

A Tirli Emilio Signori spalanca le porte e fa appello ai colleghi ristoratori e albergatori: «Date una mano ai terremotati». Anche un hotel di Volterra apre all'ospitalità

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TIRLI. «Metto a disposizione 20 posti letto fino a fine marzo nella mia locanda a Tirli per ospitare anziani/ bambini/persone che hanno bisogno di uscire da quell’inferno di ghiaccio e squallore. So che la mia è una goccia nel mare ma chiunque (e qui parlo alle istituzioni e a chi può aiutarmi a far questo) può essere in grado di poter portare via di là queste persone sfortunate mi contatti immediatamente. Lascio qui il mio cellulare per contattarmi già da ora: 334 8754491. Con amore Emilio».

Emilio Signori, 42 anni, follonichese, è il titolare del ristorante/locanda La Luna, attività di famiglia in piedi da vent’anni e che ora si trasforma in un riparo per terremotati stretti nella morsa della neve e del gelo. L’appello accorato, lanciato su Fb ieri, ha presto fatto scuola e a ruota, subito dopo di lui, hanno seguito il suo esempio altre persone disposte a mettere una casa. Per esempio una ragazza di Massa Marittima che ha deciso di mettere a disposizione una piccola casa con 4 posti letto.

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Signori, come ha deciso di offrire 20 posti letto?

«Mi è venuto dal fondo del cuore. Non ce la facevo più a stare fermo. Sono in contatto con il Dse (dipartimento solidarietà emergenze) e attendo che il sindaco di Amatrice mi contatti. Ho visto stamani (ieri, ndr) in tivù gente che chiedeva aiuto, che diceva al mondo “aiutateci”, una disperazione assoluta di fronte a cui non si può e non si deve stare impassibili. A volte vedo battaglie e polemiche, discorsi, parole: pensiamo solo al nostro orticello. Alla fine mi sono detto: ora basta. Verrà un febbraio superfreddo: apro la locanda».

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La molla dov’è partita?

«Io ho un bimbo di 10 anni e una bimba di 18: era qualche giorno che ci pensavo. L’altra notte mi sono svegliato, guardavo il mio figliolo e sono andato a coprirlo a letto e mentre lo guardavo mi sono detto: ma ti rendi conto che c’è gente che non ce la fa nemmeno a coprirli, i figlioli? Che non ha più nulla, non ha più nemmeno una casa, una coperta? Non ti vergogni, mi sono detto? Le mie stanze sono belle, con i letti nuovi, le metto a disposizione di tutti. Spero che il sindaco di Amatrice mi chiami presto e mi mandi subito, il prima possibile, gente che da domattina (stamani, ndr) io possa ospitare in locanda. Non faccio nulla di speciale, ma se potete fare qualcosa per me, aiutarmi come potete a diffondere questo appello, più aiuto mi date e più sono contento ed è possibile aiutare queste persone. C’è gente dializzata, asmatica, che sta male. Veramente è l’ora di fare qualcosa».

Come funzionerà?

«Chi vuole può chiamarmi: il mio numero è 334 8754491, o contattarmi su Facebook. Le modalità le definiamo in questi giorni. La locanda sarà aperta. D’inverno a Tirli circola poca gente e la struttura finisce anche per essere poco utilizzata o inutile, quando invece potrebbe essere vitale a molti. La scorsa settimana avevo in locanda 5 persone, in questi giorni dovrei averne altre: dirò a queste persone di non venire. Non mi cambia la vita avere 2-3mila euro in più o in meno, se in compenso possiamo fare qualcosa di buono ad altri».

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Un appello a qualcuno?

«Spero che si sollevi la sensibilità delle persone: ci sono duemila alberghi in Maremma, villaggi turistici, strutture ricettive. Spero che i miei colleghi ristoratori, albergatori si mettano le mani nella coscienza e diano una mano con anima e cuore. Che ci guardiamo allo specchio. Se vogliamo anche noi essere compresi e aiutati, bisogna tutti imparare ad aiutare. Io non sono certo un fenomeno o un supereroe: la mia è una gocciolina nel mare.Guardiamoci tutti dentro, per capire cosa possiamo fare».

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