La protesta
Grosseto Partecipa, progetto congelato
L’ex vicesindaco si era impegnato a destinare 400.000 euro alle idee dei cittadini, ma ora il sindaco frena
GROSSETO. La seconda commissione consiliare, presieduta da Pasquale Virciglio, si è riunita ieri per avviare un percorso di valutazione dei progetti elaborati nell’ambito dell’iniziativa “Grosseto partecipa”, strumento messo in piedi dalla giunta Bonifazi. Otto progetti, frutto del voto di un migliaio di cittadini, che un anno fa furono coinvolti nella definizione di idee per la città e le frazioni.
Il Comune di Grosseto, attraverso l’ex vicesindaco Paolo Borghi, si era impegnato a destinarvi 400.000 euro, per la maggior parte frutto della tassa di soggiorno del 2014.
Ora, però, è cambiato il quadro. E il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna non usa giri di parole: «C’è la disponibilità da parte di questa amministrazione a valutare, ma non esiste nessun obbligo morale, finanziario né tanto meno amministrativo di portare avanti il percorso avviato dai predecessori. Sarò più chiaro: nulla ci vincola a proseguire sulla strada di Grosseto Partecipa. Se e come proseguire sarà una scelta a nostra totale discrezione».
Il progetto finalizzato non vincola le casse comunali né impone spese obbligate: i 27.000 euro stanziati dalla Regione Toscana e i 10.000 euro previsti dal Comune erano finalizzati unicamente al percorso partecipativo con il coinvolgimento dei cittadini, per arrivare a ipotizzare delle progettualità condivise.
E la graduatoria di Grosseto partecipa che fine farà? «Bisogna chiarire, prima di tutto – spiega Giacomo Cerboni, assessore al Bilancio – che i 400.000 euro non sono stati mai impegnati su questi progetti e non esistono atti a tale riguardo. I 300.000 euro di avanzo dell’imposta di soggiorno 2014 sono una somma conservata per questa finalità dalla precedente amministrazione, ma disponibile e non vincolata. Poi bisogna aggiungere i 95.000 dal bilancio di previsione 2016, schema approvato dalla giunta Bonifazi il 3 giugno 2016, somme anche queste non stanziate esplicitamente e da reperire nel bilancio».
Insomma, al momento, esiste soltanto una presa d’atto degli esiti della consultazione popolare, una graduatoria che non tiene conto di parametri “tecnici” e si basa solo sul gradimento delle idee.
«Apprezziamo l’impegno di quei cittadini che hanno lavorato alla creazione e alla stesura dei progetti – conclude Virciglio –. L’amministrazione ne valuterà la fattibilità, approfondendone i contenuti, l’adeguatezza e la sostenibilità. Tutto questo nonostante non vi sia alcun obbligo da parte nostra».
Ieri, tra il pubblico, c’erano Matteo Della Negra, Roberto Carlettini, Giuseppe Lenzini (per Salviamo Principina) e altre persone (promotrici di alcuni dei progetti a suo tempo selezionati) interessate al buon esito del percorso.
La prossima riunione della commissione su questo tema verrà ulteriormente allargata. C’è ancora speranza che alcuni idee possano essere finanziate e mettere le gambe.
Al dibattito in commissione hanno partecipato con domande e dettagliate richieste i consiglieri di minoranza Carlo De Martis (Lista Mascagni), Marco Di Giacopo (Pd), Rinaldo Carlicchi (Passione) ed Emanuele Perugini (M5s). (g.b.)
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