Il Tirreno

Grosseto

Nonna denuncia: aggredita dal genero

dI Giovanna Mezzana
Nonna denuncia: aggredita dal genero

L’uomo, già nei guai per stalking, l’avrebbe colpita con una testata in faccia nella scuola della nipotina: 25 giorni di prognosi

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Una nonna si è beccata una testata in faccia dal genero. Si era recata all’uscita della scuola della nipotina per essere certa che il padre l’andasse a prendere. Pur un po’ in ritardo, lui si è presentato. E dopo un diverbio – frutto forse di un malinteso – ha perso le staffe: il colpo battuto è stato talmente forte, che la vittima ha perso un dente. Non solo: i medici del pronto soccorso le hanno dovuto mettere alcuni punti di sutura e il referto dell’ospedale parla di trauma cranico e di venticinque giorni di prognosi. Lei ha poi sporto denuncia alla polizia di Stato. Sullo sfondo c’è un matrimonio al capolinea, c’è una separazione “di fatto”: è quella tra la figlia della vittima e il marito, l’uomo che l’ha colpita, già condannato di recente a due anni di reclusione per stalking con lesioni a danno della moglie, che dovrà risarcire, secondo quanto stabilito dal giudice.

Sono le 13 del 17 gennaio. D’accordo con sua figlia, la nonna si reca di fronte alla scuola della nipote: l’intenzione è quella di controllare se il genero va a prendere la bambina per evitare che resti in attesa. Non si fa vedere dalla piccola, che non è sola, ma in compagnia della maestra. Il babbo non arriva. Passano i minuti. Che fare? La donna attende anche per evitare che, qualora il genero giunga, si infastidisca: il giudice civile ha stabilito che due giorni alla settimana, tra cui il martedì, sia il padre ad andare a prendere a scuola la bambina.

Alle 13 e 15, la nonna riceve una telefonata: è sua figlia, che ha saputo da un’amica che l’uomo è in ritardo; nel frattempo anche la maestra ha contattato la madre dell’alunna e, presumibilmente, anche il padre. La nonna dunque si fa avanti e raggiunge la nipote e l’insegnante. Nel frattempo arriva anche suo genero.

L’uomo è infastidito, seccato e avrebbe precisato – secondo quanto descritto da sua suocera nella denuncia alla polizia di Stato – di essere all’oscuro delle disposizioni del giudice civile sulla possibilità di andare a prendere la figlia scuola in alcuni giorni, tra cui il martedì.

Alza la voce, testimonia la donna nel suo racconto, di fronte a lei, ma anche alla maestra e ad alcuni collaboratori scolastici. È arrabbiato. Tra il personale della scuola qualcuno lo richiama e gli dice di moderare i toni. Intanto, sembra ci sia margine per un accordo: l’uomo avrebbe detto alla suocera di portare la bambina a casa da sua madre. Esce. Sembra finisca tutto lì.

E invece no. Rientra subito all’interno dell’edificio scolastico. Pare abbia cambiato idea: vuole che la figlia vada con lui, ma la bambina resta vicino alla nonna.

Ci sono attimi di tensione. Parte la testata: in pieno volto alla suocera. La donna cade a terra, batte la nuca, è stordita, pare quasi che abbia perso i sensi. La maestra la soccorre, la aiuta. E intanto il genero se ne va.

Perde sangue dalla bocca, l’è caduto un dente, ma non vuole che si chiami l’ambulanza per non turbare la nipotina. Contatta la figlia perché le venga incontro.

Solo dopo sarà portata al pronto soccorso perché i medici possano prendersi cura di lei. Ha un trauma cranico, pur non preoccupante, e ha perso un dente. Una testata, ventincinque giorni di prognosi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web