Toscana
Quel signore mite e dignitoso che si aggirava per il cimitero
PORTO SANTO STEFANO. Per qualche mese aveva frequentato anche Porto Santo Stefano. Rafael Pedro Nova Nova – il clochard il cui cadavere è stato trovato senza testa nel Massese, sulle pendici del...
PORTO SANTO STEFANO. Per qualche mese aveva frequentato anche Porto Santo Stefano. Rafael Pedro Nova Nova – il clochard il cui cadavere è stato trovato senza testa nel Massese, sulle pendici del monte Sagro – circa un anno fa è stato per un periodo anche nel paese argentarino.
Non è passato inosservato anche perché frequentava il cimitero del Campone, in cerca di qualche lavoretto: spazzare per terra o pulire le lapidi. I residenti gli donavano qualche euro di mancia.
«Quando chiudevamo il cancello la sera lui usciva con noi – racconta l’ex gestore del cimitero – e la mattina tornava. Stava tutto il giorno lì e la gente gli portava da mangiare o qualche spicciolo. Qualcuno forse aveva anche paura ma lui non dava noia a nessuno. Girava per il mondo e qua si sarà fermato per due o tre mesi. Circa un anno fa andò via e da allora non lo abbiamo più visto».
L’ipotesi che si trattasse di una persona religiosa e si fosse recato sul Sagro, meta di pellegrinaggi, è avallata anche dal fatto che a Porto Santo Stefano aveva frequentato le chiese, tanto che il parroco, don Sandro Lusini, gli aveva più volte chiesto se avesse bisogno di aiuto. «Io l’ho visto qualche volta al cimitero e ho provato a chiedere se avesse bisogno di qualcosa – racconta il sacerdote – ma non ha mai risposto, era sempre molto riservato. Anche in chiesa cercai di capire qualcosa su di lui, ma mi sorrideva e basta. Era sempre tranquillo e non dava noia a nessuno. Nei giorni più freddi provammo a chiedere se avesse bisogno di un posto dove dormire ma era schivo e non rispondeva».
Una cosa che invece ha accettato è stato un giubbotto, donatogli dalla signora Franca Scotto e appartenuto al padre di lei. Proprio da questo e dagli scontrini trovati nell’indumento la Procura di Massa Carrara e la Mobile sono riuscite a risalire alla provenienza del clochard.
Pare anche che l’uomo, nel suo periodo argentarino, dormisse sotto i portici nel quartiere del Pozzarello, dove qualche residente e qualche negoziante gli portava di tanto in tanto da mangiare. Uno dei negozi in cui si recava spesso – di cui è stato trovato anche uno scontrino nel giubbotto – era il panificio Fanciulli in via Roma a Porto Santo Stefano. «Inizialmente gli regalavamo qualcosa – raccontano i gestori – ma lui era un uomo dignitoso, quindi quando riusciva a elemosinare qualcosa voleva sempre pagare e noi gli facevamo lo scontrino. Speriamo vivamente che il corpo non sia veramente il suo e che un giorno possa tornare a trovarci».
Andrea Capitani
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