Gioco
«Non ci sono margini Via a 8 ore di sciopero»
È la risposta di Cgil, Cisl e Uil ai tagli annunciati dal colosso di Vignale Riotorto Intanto il direttore delle aree di servizio lascia l’incarico: farà il city manager a Roma
GROSSETO. Otto ore di sciopero, da attuare al termine delle assemblee. La risposta di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil di Grosseto ai tagli preannunciati da Unicoop Tirreno è questa. È contenuta in un comunicato, diffuso nella serata di ieri, a firma rispettivamente di Massimiliano Stacchini, Alessandro Gualtieri e Stefano Rosica. «Non ci sono margini di negoziazione».
Le tre organizzazioni sindacali ricordano che, per la nostra provincia, il piano di tagli presentato dall’azienda prevede la chiusura di quattro negozi (due a Grosseto - via Pisacane, via Pirandello - quello di Porto Santo Stefano e quello di Gavorrano) nonché la cessione di quello di Sticciano Scalo. «Oltre agli esuberi dichiarati nei punti vendita da chiudere o cedere, l’azienda ha dichiarato altri 95 esuberi localizzati su tutta la rete di vendita e non è chiaro se possano toccare altri negozi localizzati nella nostra provincia».
Oltre alle ricadute sui livelli occupazionali, ci saranno interventi sul costo del lavoro: «pertanto procederà con il recesso del contratto integrativo aziendale e la sua disapplicazione. Le Federazioni di Grosseto esprimono grossa preoccupazione per la situazione in cui grava UnicoopTirreno e per le ricadute che questa potrebbe generare sul tessuto sociale del nostro territorio. Iniziano dunque da mercoledì 18 gennaio le assemblee con il personale dipendente, per esporre al meglio la situazione e concordare con i lavoratori le possibili azioni da intraprendere nel più breve tempo possibile e che possano consentire la salvaguardia dell’occupazione e la dignità dei suoi dipendenti». E quindi lo stato di agitazione e le 8 ore di sciopero.
Intanto da Piombino si alza la voce del sindaco Massimo Giuliani: «Mi auguro che l’azienda ci presenti anche il piano di rilancio, non solo i numeri dei tagli del personale e dei negozi da chiudere. Non lo nego, sono poco sereno». Perché in ballo c’è anche l’investimento che Unicoop, da anni, avrebbe in programma a Piombino, cioè il trasferimento dello storico supermercato di via Gori, dove si trasferì la Proletaria, nata nel 1945 nello spaccio dell’Ilva: «Vorrei sapere se quel progetto è sempre in piedi, perché a quello spostamento è legato il nuovo disegno del centro e il piano della mobilità».
La delibera del consiglio comunale che autorizza il trasferimento in via Flemalle (sotto al cavalcavia per il porto, ndr) risale all’ottobre 2014, il progetto prevedeva un investimento di 30 milioni di euro. Sono parecchi soldi, in un momento in cui 12 supermercati saranno chiusi e 8 ceduti la preoccupazione del sindaco non è così campata in aria.
Alla corte di Virginia. Nel frattempo è stato ufficializzato l’addio ad Unicoop Tirreno di Franco Giampaoletti, che era stato chiamato dal direttore generale Piero Canova all’inizio di dicembre per occuparsi delle aree di servizio, dal personale ai servizi informativi.
Il manager, marchigiano, 56 anni, che prima di approdare in Unicoop era stato direttore generale del Comune di Genova, è stato infatti chiamato da Virginia Raggi a ricoprire lo stesso incarico in Campidoglio, anche se si preferisce definirlo “city manager”. Fa le stesse cose, ma in inglese l’effetto è diverso... L’idea della sindaca è di affiancarlo al segretario generale Pietro Paolo Mileti, già insediato a Roma, per ricomporre la coppia che ha retto la giunta di centrosinistra del capoluogo ligure.
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