La protesta
«Opera inutile, anzi dannosa»
Luigi Bellumori insiste: «Sat dia i numeri sui reali flussi di traffico»
CAPALBIO. «L’approccio della IV Commissione ambiente sulla Tirrenica è stato un approccio serio».
Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio, plaude all’atteggiamento assunto dalla IV Commissione ambiente durante l’audizione dei sindaci dello scorso 11 gennaio. «È la prima volta in questi ultimi dieci anni che – dice Bellumori – sulla questione della Tirrenica viene affrontato il tema della concessione di Sat e della sostenibilità dell’opera che, ormai è evidente, non ha un piano finanziario che sta in piedi con la previsione dei flussi di traffico in ulteriore diminuzione per i prossimi anni».
Secondo il sindaco «è ragionevole pensare a un ammodernamento infrastrutturale del corridoio tirrenico perché sia premessa di maggiore sicurezza e anche occasione di sviluppo economico e turistico purché le modalità realizzative e gestionali siano comparate con le caratteristiche dei territori attraversati. Fa bene la Regione Toscana attraverso i suoi organi consultivi – continua Bellumori – a interrogarsi e chiedere a Sat i numeri per vari motivi: in primis perché con il protocollo sottoscritto nel maggio 2015 Sat è stata autorizzata a predisporre un progetto al ribasso per le caratteristiche dei territori e quindi oggi molti non dovrebbero stupirsi di un progetto così abborracciato; secondariamente perché, conosciuti i reali volumi di traffico, di questi sarà utile conoscere a quanto ammonta la percentuale del traffico locale».
Il primo cittadino di Capalbio ritiene che sia giusto chiedersi «a cosa serve un’autostrada e soprattutto a chi». II progetto proposto da Sat per Bellumori creerebbe «una profonda iniquità tra i cittadini anche locali. E anche a questo proposito è assai opportuna la richiesta della Commissione di conoscere i dati e i numeri del traffico che sulla tratta da San Pietro e Palazzi fino a Grosseto risulta gratuita e invece da Grosseto a Capalbio presenta ben tre stazioni di esazione.
L’opera così proposta – conclude il sindaco – non risponde alle esigenze del territorio, non raggiunge l’obiettivo di aumentarne la competitività ed è un potenziale danno alle condizioni socioeconomiche attuali delle comunità interessate, in particolare di tutta la Maremma a sud di Grosseto oltreché un irreparabile danno ambientale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
