La protesta
Una piazza per Balbo, l’Anpi insorge
Fiamma Tricolore propone di ricordare nella toponomastica l’aviatore-gerarca, ma la comunità maremmana si spacca
ORBETELLO. Per l’Anpi è decisamente «un brutto segnale»; per altri un giusto riconoscimento alla storia. Certo è che la memoria del passato spacca gli orbetellani e non solo. La raccolta firme lanciata dalla Fiamma Tricolore lagunare per intitolare una via, una piazza o anche il parco dell’ex Idroscalo all’aviatore Italo Balbo ha acceso un dibattito che ha coinvolto orbetellani e non.
La proposta è stata lanciata pensando al Balbo maresciallo dell’aria e invitando tutti a superare le ideologie politiche. Per alcuni però, nonostante decenni separino la figura del trasvolatore atlantico da quella del generale fascista quadrumviro della marcia su Roma, oltrepassare queste barriere è difficile se non impossibile.
Flavio Agresti, presidente dell’Associazione nazionale partigiani (Anpi), sostiene che «di una via o una piazza a Balbo non si sente davvero la necessità. Sarà stato anche un trasvolatore ma prima ancora era un fascista. Dare un riconoscimento a un simile personaggio sarebbe un brutto segnale». Agresti mostra preoccupazione anche per la crescita delle forze neofasciste che in questi gesti potrebbero trovare ancora più forza. «L’amministrazione di Orbetello dovrebbe pensare a celebrare i 70 anni della Costituzione e non a prendere in considerazione la proposta di mettere Italo Balbo su un cartello stradale».
Il no arriva anche dal presidente dell’Isgrec (Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea) Luca Verzichelli. «Cerco di non dare mai rilievo a queste pseudo battaglie – dice – Ci sono cose molto più importanti sulle quali si dovrebbe concentrare l’attenzione di una pubblica amministrazione. Balbo è una figura importante da studiare ma chi fa queste proposte deve anche mettere in conto che si mette nella posizione di creare delle reazioni e l’amministrazione che decide deve poi assumerne la responsabilità».
Il direttore dell’Isgrec, Valerio Entani, preferisce pensare solo a una provocazione alla quale non si darà seguito. «Balbo fu un fascista della prima ora – dice – e un trasvolatore importante. Al suo arrivo in America venne acclamato. Mettere il suo nome su un cartello stradale però non mi sembra il caso. Spero si tratti solo di una provocazione».
Reazioni alla proposta della Fiamma Tricolore sono a Orbetello. Alfredo Velasco, consigliere del Movimento Cinque stelle, è perplesso. «Non abbiamo bisogno – dice – di queste richieste. Il fascismo è morto ma non serve rinfrescare la memoria. La proposta rischia di dividere la comunità in un momento in cui è necessario essere uniti per affrontare molti problemi». Velasco ritiene che non ci siano i presupposti per una simile richiesta. «Se ci fosse un museo dei trasvolatori – dice – e si chiedesse di intitolare una stanza o una strada dell’Idroscalo a Balbo, forse, la richiesta sarebbe meno impattante. Ora meglio essere uniti e non dividerci».
Monica Paffetti, ex sindaca e consigliera Pd, presente ieri alla funzione religiosa in memoria del figlio di Italo Balbo che da ieri riposa nel cimitero di Orbetello non lontano dal padre, non si dice contraria. «Di certo non mi alzo io e propongo di intitolare una strada a Balbo – dice – ma se dovesse avvenire non mi strapperò le vesti. Per me è solo un personaggio storico anche se controverso. Le sue responsabilità nessuno le nega».
Nel frattempo la raccolta firme, che già in passato era stata organizzata da altri esponenti della destra lagunare va avanti. Anche sui social ieri sono stati molti i commenti all’iniziativa. Alcuni l’hanno accolta con favore, altri no; altri hanno proposto che sia promosso un referendum.
Il sindaco Andrea Casamenti, su Facebook, ha scritto che «dopo che saranno consegnate all’amministrazione comunale le firme raccolte dai cittadini, la giunta affronterà la questione. Personalmente non ho alcun problema a intitolare una via o piazza all’aviatore Italo Balbo, pezzo importante di storia del nostro comune. Ne parleremo quindi in giunta e faremo i doverosi passaggi tecnici e legali vista la normativa nazionale italiana in materia, in modo da verificarne così la concreta possibilità».
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