Il Tirreno

Grosseto

L’Asl chiede di saldare visite mediche già pagate

di Paola Villani
L’Asl chiede di saldare visite mediche già pagate

Follonica: in molti ricevono dall’azienda sanitaria avvisi bonari per ticket insoluti Ecco come una cittadina è riuscita a dimostrare di non avere alcun debito

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FOLLONICA. Piovono richieste di pagamento per prestazioni Asl non saldate: arrivano a Follonica ma le pretese risultano infondate perché i cittadini in effetti hanno già saldato il dovuto.

In questi giorni molti follonichesi hanno trovato nella loro cassetta delle lettere una busta dell’Asl di Grosseto: aprendola si sono resi conto che si trattava di un avviso bonario – non quindi un’ingiunzione di pagamento, non un atto autonomamente impugnabile – per un mancato pagamento del ticket di una prestazione sanitaria. Chi per una visita ortopedica, chi per un controllo dall’otorino, chi invece per una panoramica dentaria o per altri servizi. Fin qui nulla di strano: un’azienda pubblica ha, per legge, l’obbligo di recuperare i crediti insoluti, tant’è che all’interno della struttura organizzativa dell’Asl è stato creato un settore ad hoc che si occupa appunto di verificare la corrispondenza tra le prestazioni effettuate e i pagamenti degli utenti. Il problema nasce dal fatto che i follonichesi che hanno ricevuto l’avviso bonario in realtà i servizi sanitari di cui hanno usufruito li hanno pagati e lo dimostrano le ricevute conservate con cura dai cittadini.

«Quando mi è arrivata la lettera relativa appunto a una panoramica da me fatta nel 2013 all’Asl di Follonica mi sono stupita anche perché senza ricevuta di pagamento, almeno a quanto credevo io, non vengono erogate le prestazioni richieste – spiega una delle tante persone che ha ricevuto l’avviso – Ho quindi semplicemente controllato nelle cartelle dove conservo con cura i documenti sanitari. E ho trovato la ricevuta di pagamento: mi ricordavo bene di aver pagato quella visita».

La cittadina si è quindi tutelata: «Ho compilato il modulo allegato alla lettera – aggiunge – e, insieme alla fotocopia del ticket pagato, inviato tutto per fax al numero riportato nel documento».

Poche ore dopo, guardando i social network, si accorge che il suo non è un caso isolato. «Mi sono resa conto – dice – che quelle lettere le avevano ricevute in tanti e che, proprio come nel mio caso, avevano già saldato il ticket. La situazione mi è parsa quantomeno strana. Penso per esempio a chi non ha l’abitudine di tenere i vecchi documenti: se arriva un avviso del genere e l’utente ha pagato ma non lo ricorda o non ha la prova, è costretto a versare nuovamente la cifra chiesta».

Alcuni destinatari dell’avviso non hanno inviato solo la documentazione richiesta come la follonichese, ma hanno voluto saperne di più contattando il numero riportato nella lettera: raccontano che il telefono era però sempre occupato, tant’è che qualcuno nei prossimi giorni andrà direttamente a Grosseto per parlare con i responsabili del procedimento. C’è anche chi ha intenzione di denunciare la vicenda alle autorità competenti, perché ritiene che se una prestazione è stata fatta non è possibile che non risulti il pagamento, visto che senza il personale non eroga il servizio o non consegna i referti.

Dall’Asl fanno sapere che per legge devono essere recuperati i crediti e che nell'avviso bonario ci sono tutti i riferimenti per contattare chi se ne occupa: se il telefono risulta occupato è perché sono in molti a chiamare e per questo l’Asl si scusa con gli utenti, il personale è a disposizione per qualsiasi informazione.

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