Il Tirreno

Grosseto

Via il vecchio logo: Dante ispira il nuovo

A sinistra il logo storico di Fondazione Grosseto cultura, disegnato dallo studente Yuri Bianchi nel 2009. A destra il nuovo logo disegnato dal presidente di Fondazione Francesco Mori
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A sinistra il logo storico di Fondazione Grosseto cultura, disegnato dallo studente Yuri Bianchi nel 2009. A destra il nuovo logo disegnato dal presidente di Fondazione Francesco Mori

Il nuovo corso della Fondazione Grosseto cultura targata Francesco Mori comincia dal biglietto da visita

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GROSSETO. Il nuovo corso della Fondazione Grosseto cultura targata Francesco Mori comincia dal biglietto da visita. Mori ha infatti voluto e – da pittore qual è – realizzato di proprio pugno il nuovo logo di Fondazione.

Si tratta di una foglia d’alloro stilizzata, posta in verticale, di colore rosso, dentro la quale sono scritte in bianco le iniziali “FGC” (ovvero Fondazione Grosseto cultura), sormontata da una stella. Un condensato di simbologia che non stupisce, conoscendo ormai l’amore di Mori verso la cultura e l’arte medievali che di simboli sono pervase. I colori del nuovo logo, cioè bianco e rosso, richiamano quelli civici della città di Grosseto; l’alloro è la pianta associata ad Apollo, dio della poesia e dell’arte. La tensione verso la stella, che può essere anche il sole, ribadisce il richiamo ad Apollo e indica una proiezione verso argomenti elevati, alti, luminosi, «celesti», ha detto Mori durante la presentazione.

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L’alloro, “laurus” in latino, richiama infine il nome Lorenzo, patrono di Grosseto. Il logo è stato ispirato dai celebri versi del primo canto del Paradiso di Dante: «O buono Apollo, a l’ultimo lavoro/ fammi del tuo valor sì fatto vaso,/ come dimandi a dar l’amato alloro».

Viene così sostituito il logo precedente (nella foto), realizzato nel 2009 dallo studente Yuri Bianchi dell’Istituto professionale grafico pubblicitario di Grosseto. Bianchi risultò vincitore di un bando di concorso appositamente creato allora da Fondazione Grosseto cultura, all’epoca guidata dalla presidente Gianpaola Pachetti, insegnante dell’istituto agrario. La Fondazione voleva infatti che il logo venisse scelto attraverso un percorso partecipativo che coinvolgesse gli studenti e, in generale, i giovani della città.

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