Il Tirreno

Grosseto

I debiti di Scarlino Energia «Sono tutti errori politici»

di Alfredo Faetti
I debiti di Scarlino Energia «Sono tutti errori politici»

Barocci (Forum ambientalista) interviene dopo la notizia che Mps vanta crediti nei confronti della società: «C’è un conflitto tra interessi dei privati e dei cittadini»

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SCARLINO. Scarlino Energia è tra i grandi debitori della banca Monte dei Paschi di Siena: ma la notizia nel Grossetano non ha colto nessuno di sorpresa. Del resto, c’è stata anche la richiesta di concordato da parte della società su cui anche l’istituto di credito è stato chiamato a pronunciarsi: ma ciò che gli ambientalisti vogliono portare all’attenzione del dibattito è l’aspetto politico della vicenda. «È un errore politico che la nostra associazione sta segnalando da tempo – dice Roberto Barocci del Forum ambientalista, dopo la notizia che tra i guai di Mps ha giocato un ruolo (mutatis mutandi, cioè cambiate le cose che devono essere cambiate) anche l’inceneritore di Scarlino – E mi riferisco all’aver prodotto un oggettivo conflitto di interessi tra le finalità di soggetti privati, che si candidano a gestire una o più frazioni del servizio sui rifiuti, e la collettività, che è chiamata a coprirne tutti i costi».

Barocci va avanti: «Quotidianamente – dice – leggiamo notizie allarmanti che vedono coinvolti gestori privati nel settore dei rifiuti», come appunto Sei o Scarlino Energia. E se alla magistratura spetta il compito di dover accertare le responsabilità individuali, alle associazioni sta a cuore evidenziare il dato politico. Ossia, come detto, «il conflitto di interessi tra privati e la collettività».

«Infatti i dati di bilancio elaborati dal ministero dell’ambiente (Rapporti Rifiuti dell’Ispra) sulla base delle contabilità di tutti i comuni italiani – continua Barocci – testimoniano da anni, che mentre alla collettività conviene, senza ombra di dubbio, ridurre le quantità di rifiuti indifferenziati e recuperare le materie prime contenute in quelli differenziati, ai soggetti privati conviene mantenere elevata la quota di rifiuto indifferenziato, trasportarla negli impianti, dove con ulteriori costi viene resa inerte e trasformata in combustibile e poi ancora trasportarla presso gli inceneritori, dove viene conferita sopportando altri costi».

Si tratta di una posizione spesso ribadita dal Forum e dalle altre anime del mondo ambientalista durante l’interminabile vicenda dell’inceneritore scarlinese, attraverso cui hanno sempre sponsorizzato metodologie alternative per il recupero dei rifiuti, dal riciclaggio ad altre tecniche. «Pertanto le inchieste, di cui oggi leggiamo gli sviluppi – continua il leader del Forum – sono anche il frutto di un grave errore degli amministratori pubblici e delle forze politiche di governo, che hanno ritenuto vantaggioso affidare la gestione del servizio a società private, non vedendo per incapacità o non volendo vedere per altri motivi il conflitto di interessi che genera scelte non coerenti con gli interessi della collettività».

Un errore, secondo Barocci, che «era stato già manifestato dal fallimentare ripetersi di obiettivi, previsti nella pianificazione pubblica, ma non realizzati nella pratica». Il leader del Forum Ambientalista si riferisce in particolare a un accordo preso non troppo tempo fa: «Lo aveva testimoniato come esempio eclatante – conclude – la convenzione tra Ato rifiuti e gestore dell’impianto delle Strillaie, che prevede fino al 2040 di mantenere invariate le produzioni e conferimenti di rifiuto indifferenziato. Un assurdo, che la politica non vuole rimuovere e che già testimoniava come non corrispondesse al vero che il privato può gestire al meglio tutti i servizi».

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