Il Tirreno

Grosseto

Guerra per gli ombrelloni Vincono Comune e Nodo

di Paola Villani
Guerra per gli ombrelloni Vincono Comune e Nodo

Cittadino ricorre al Tribunale contro l’Amministrazione e il gestore del Tangram Nel mirino concessione e attrezzature vicino a casa sua. Il Tar boccia la richiesta

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FOLLONICA. Il proprietario di una casa sul mare fa causa al Comune e ai gestori della spiaggia attrezzata Tangram, ma la perde: il giudice ha sentenziato che concessioni e autorizzazioni non sono di sua competenza.

Nel 2015 il proprietario di un immobile adiacente alla spiaggia conosciuta dai follonichesi come Vesuvio – dal nome della pizzeria che si trovava di fronte – ha depositato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Toscana contro il comune di Follonica, il demanio marittimo e la cooperativa Il Nodo, concessionaria della spiaggia attrezzata che si trova in quel punto del litorale del golfo. Il proprietario della casa ha impugnato le concessioni demaniali del 2009 rilasciate dall’amministrazione in favore della cooperativa perché non precedute da una selezione pubblica, come stabilirebbe il diritto comunitario, almeno secondo lui e i suoi legali.

Il ricorrente ha rilevato delle difformità anche su di un altro documento: la nota del 2015 con la quale il Comune «avrebbe espresso l’avviso – sostiene il ricorrente – che il numero di ombrelloni installabile dal Nodo sarebbe stato pari a 39 anziché a 30, come previsto dai titoli concessori e, inoltre, non avrebbe adottato le misure sanzionatorie per reprimere l’installazione di 54 ombrelloni in palese violazione della concessione». Con un altro ricorso, il proprietario ha impugnato il Regolamento urbanistico nella parte in cui è stata consentita la modifica senza una gara pubblica.

I giudici fiorentini hanno però valutato le istanze inammissibili per difetto di legittimazione e di interesse a ricorrere.

In pratica, come semplice cittadino, il proprietario dell’immobile non ha diritto, ha stabilito il Tar, di aprire contenziosi del genere. Il fatto che la sua casa fosse vicina alla spiaggia attrezzata non costituisce, in questo caso, un fattore di legittimazione a far valere norme interne o comunitarie che riguardano affidamenti di aree o di lavori destinati a mutare la fisionomia del territorio.

In questo frangente dovrebbe valere il principio di concorrenza tra imprese adiacenti, ma non di un vicino “normale” «il quale – si legge nella sentenza del Tar – non viene a subire alcuna diretta incisione della propria sfera giuridica individuale dal fatto che un certo uso del territorio venga effettuato da un soggetto piuttosto che da un altro».

Per quanto riguarda il numero di ombrelloni installati, che nella concessione originaria erano 30, il loro aumento non è fuori norma, secondo Il Tar, perché si riverbera direttamente sul rapporto concessorio. «La seconda censura è altresì infondata nella parte in cui pretende che il Comune avrebbe dovuto sanzionare, con la revoca della concessione, l’abusiva installazione di 15 ombrelloni in eccesso rispetto a quelli consentiti».

Il proprietario sostiene anche che, ad un certo punto, gli ombrelloni sono diventati 54, ma tale dichiarazione non corrisponde alle verifiche fatte dalla polizia municipale. Inoltre se doveva essere fatta una multa, era a discrezione dell’ente concessionario, cioè del Comune

Il cittadino è stato condannando a pagare le spese della lite: 1.500 euro andranno sia al Comune che alla coop Il Nodo che ha in concessione il Tangram. Intanto tra i politici si discute sullo spostamento della spiaggia attrezzata in un altro tratto di arenile, quello che si trova nei pressi della Colonia Marina: le strutture dello stabilimento dividono in due il litorale e questo non piace a molti.

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