Il Tirreno

Grosseto

Fuori Mario Monicelli, dentro Vittorio Sgarbi: il 2017 di Fondazione Grosseto cultura

di Francesca Ferri
Da sinistra Francesco Mori e Luca Agresti. Sullo sfondo il nuovo logo di Fondazione Grosseto cultura disegnato da Mori (foto Agenzia Bf)
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Da sinistra Francesco Mori e Luca Agresti. Sullo sfondo il nuovo logo di Fondazione Grosseto cultura disegnato da Mori (foto Agenzia Bf)

Presentato ai soci il programma targato Mori. Tanti corsi, una rievocazione medievale e niente Città Visibile

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GROSSETO. Sparisce il Premio Monicelli, salta per quest’anno la Città visibile, cambia il logo. In cambio arrivano una grande mostra curata da Vittorio Sgarbi e una rievocazione storica sull’assedio del 1328 di Ludovico il Bavaro. Il nuovo presidente aveva annunciato un nuovo corso e così è stato.

La Fondazione Grosseto cultura del Comune ha presentato ieri, venerdì 13 gennaio, ai soci – riuniti al Museo di Storia Naturale – il programma del 2017, primo anno dell’amministrazione comunale di centrodestra.

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Molti eventi e molte iniziative sono confermati e anche potenziati, in particolare quelli di carattere divulgativo: corsi di arte e visite guidate a cura di Clarisse Arte, diretta da Mauro Papa; corsi di storia del cinema a cura di Grosseto Cinema; corsi di musica a cura dell’Istituto musicale comunale Palmiero Giannetti, diretto da Antonio Di Cristofano; il Bioblitz, i Caffè della scienza e i corsi di Citizen Science a cura del Museo di Storia Naturale, diretto da Andrea Sforzi. Confermati anche alcuni grandi eventi come il Premio internazionale pianistico Scriabin, il Concorso Giannetti, il Concorso Città di Grosseto e il progetto Fuori.

Quest’ultimo, però, è anche l’unico format della sezione arte che sopravvive al cambio di testimone. Nelle arti visive e nella sezione cinema la Fondazione guidata da Francesco Mori – nominato presidente a novembre dal sindaco, dopo la breve parentesi di Giuseppe Chigiotti – si registrano infatti i cambiamenti più notevoli.

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A partire dal Premio Monicelli, che da quattro anni a questa parte ha visto premiati Fausto Brizzi, Giovanni Veronesi, Carlo Verdone, Sabina Guzzanti e, nella speciale sezione Libero Pensiero, Emma Bonino. A novembre il direttore del Premio, il critico Mario Sesti, lanciò un appello a Fondazione per sapere se era ancora intenzionata a organizzare la manifestazione. «È al vaglio», rispose in quell’occasione Mori. Ebbene: il vaglio non è stato superato. «Una questione di budget e comunque c’è un dibattito aperto in seno al cda», spiega al Tirreno a margine della presentazione Mori, che afferma anche di non aver comunque avuto al momento contatti con Sesti.

L’altra grande assente, almeno per quest’anno, è “La Città visibile”, la grande manifestazione culturale improntata alla partecipazione, che da nove anni riusciva a coinvolgere centinaia di artisti locali, portava a Grosseto autori di primo piano del panorama contemporaneo e richiamava migliaia di persone, anche grazie al suo fiore all’occhiello, la Notte visibile della cultura.

Ebbene, La Città visibile diventa biennale e la prossima edizione si terrà nel 2018. La decisione di saltare quest’anno è dovuta in parte a motivi organizzativi, come ha spiegato anche il direttore di Clarisse Arte Papa, dato che nella seconda parte del 2016 la Fondazione ha vissuto un momento di stallo tra le dimissioni di Chigiotti e l’arrivo di Mori, in parte a motivi di budget. Non perché la manifestazione avesse costi esorbitanti, ma perché tra il taglio del finanziamento pubblico (gli eventi sono sostenuti dal Comune e dai soci privati Barghi, Nuova Solmine, Terme Marine Leopoldo II di Lorena, Uscita di sicurezza) e la scelta di Mori di «fare meno cose ma di qualità», si sono fatte delle scelte.

La scelta è ricaduta sull’organizzazione di una «grande mostra di pittura e scultura», così Mori l’ha annunciata ai soci, dal titolo “Arte e ricostruzione”. «Porterà a Grosseto artisti che ho conosciuto nel corso della mia carriera», ha spiegato Mori ricordando il proprio lavoro nella ricostruzione della cattedrale di Noto. Ma non solo. Ci saranno opere di Pietro Annigoni, Roberto Ferri, Riccardo Tommasi Ferroni, Oleg Supereko, Giovanni Gasparro, Giuseppe Bergomi.

Il nome certamente più noto al grande pubblico è però quello di Vittorio Sgarbi, critico d’arte e politico, a cui saranno affidate la curatela della mostra e la stesura di un saggio critico.

L’altro evento su cui punta il presidente è la già annunciata rievocazione storica sull’assedio di Grosseto da parte di Ludovico il Bavaro. «Vorrei un cantiere per l’esatta ricostruzione dell’assedio e della costumistica – spiega Mori – con una rievocazione dantesca nelle troniere, un mercato e una scenografia che trasformi il cassero».

Alla presentazione c’è stato spazio anche per qualche contestazione da parte dei soci alla ormai arcinota antipatia di Mori per i murales. La tensione è però presto scivolata via grazie al padrone di casa, il direttore Sforzi, che ha guidato tutti nella nuova ala del museo dedicata alla “citizen science”.

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