Il Tirreno

Grosseto

E a Pari affitti gratis, ma il paese è vuoto

E a Pari affitti gratis, ma il paese è vuoto

Nel 2011 l’associazione Sette Colli lanciò un progetto di ripopolamento che funzionò... a metà

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CIVITELLA PAGANICO «Come possiamo pensare di convincere le persone a vivere qui, se non ci sono servizi e se la vita costa quanto in città?». Qui è Pari, frazione di appena duecento abitanti di Civitella Paganico, in provincia di Grosseto, ma praticamente a un passo da Siena. Nel 2011 l’associazione Sette Colli (che si occupa della valorizzazione del territorio) lanciò il progetto “Riaprire le persiane” con l’obiettivo di ripopolare il paese, ormai quasi deserto. Il senso era questo: l’associazione con il ricavato della ormai decennale sagra della salsiccia - anziché finanziare una squadra di calcio come fanno tanti paesi - avrebbe pagato l’affitto per tre anni a chi avesse deciso di trasferirsi nel paese.

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Un progetto che ha fatto conoscere il paese in tutta Italia. E qualcuno ha pure risposto alla chiamata. «Le richieste furono più di 400 anche se poi le case affittate furono una decina - racconta l’ex presidente e attuale consigliere dell’associazione Tommaso Minacci - Ad alcune abbiamo pagato l’affitto intero per tre anni, ad altre solo una parte». Finiti i tre anni però, qualcuno è rimasto, ma gli altri se ne sono andati. Vivere in un paese non è come vivere in città, soprattutto quando i servizi spariscono uno a uno. Le poste aperte solo un giorno alla settimana e per quattro ore, pochi autobus, nessuna scuola, un medico solo e un alimentari per tutto il paese (che peraltro ha chiuso a dicembre). «Per incentivare le persone a vivere in un borgo - spiega Minacci - bisognerebbe diminuire il costo della vita: il gas, la luce, l’acqua. E aumentare i servizi». Farli sentire, insomma, veramente paesi. (m.c.)

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