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Documenti in ritardo M5s diserterà l’aula

Documenti in ritardo M5s diserterà l’aula

FOLLONICA. «Basta! Non ci presentiamo in commissione e neppure lunedì in consiglio». Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle non prenderà parte ai prossimi appuntamenti fissati nell’agenda del...

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FOLLONICA. «Basta! Non ci presentiamo in commissione e neppure lunedì in consiglio». Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle non prenderà parte ai prossimi appuntamenti fissati nell’agenda del consiglio comunale. Per protesta: anche questa volta l’amministrazione comunale, a loro giudizio, «non ha rispettato le norme» e soprattutto non ha tenuto in considerazione le minoranze, «lavorando con arroganza e supponenza».

«Le interrogazioni non ricevono le risposte nei tempi stabiliti dalla legge»: ecco quanto rilevano i grillini. E «I documenti relativi ai punti discussi nei consiglio vengono consegnati alle opposizioni solo poche ore prima della convocazione». I pentastellati dicono che le loro richieste non trovano mai risposte, così come non vengono accettati i loro suggerimenti.

Il Movimento 5 Stelle dice di essere stanco di questo atteggiamento e che per protesta, non parteciperà al consiglio comunale di lunedì.

«Ancora una volta l’amministrazione follonichese – dicono – non si smentisce per scarsa organizzazione e totale noncuranza di qualsiasi regolamento interno all’ente – accusano – Ora c’è stata comunicata l’indizione di un consiglio comunale per lunedì 16 gennaio con all’ordine del giorno un solo punto, e cioè l’approvazione della seguente delibera: “Causa Enel. Approvazione schema accordo transattivo”. Da notare che: detta delibera è stata portata in commissione venerdì 13 gennaio, a soli due giorni dal consiglio. Forse la maggioranza pensa – continuano – che le minoranze debbano passare il fine settimana a documentarsi? Lo stesso provvedimento è stato approvato a Piombino il 28 dicembre 2016, rispettando tutti i tempi».

Non solo: l’ordine del giorno sarebbe stato deciso senza interpellare la commissione dei capigruppo, nella quale, come da regolamento, vengono concordati i punti da discutere nell’assemblea plenaria insieme al presidente del consiglio e al segretario comunale. «Non è opportuno economicamente convocare un intero consiglio – dice M5s – per approvare un’unica delibera, visto che a pagare sono sempre i cittadini. Rileviamo arroganza e supponenza. Tale comportamento – affondano – ci ha indotti a prendere drastici provvedimenti: dopo una consultazione tra gli attivisti, abbiamo deciso di non prestarci più a questo gioco. Noi abbiamo dimostrato grande senso di responsabilità molte volte, garantendo il numero legale per lo svolgimento dei lavori istituzionali, ma crediamo che ci sia un limite a tutto e questo limite è stato ampiamente superato».

(p.v.)

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