Gioco
«Colpo durissimo all’ecosistema e alle attività locali»
GROSSETO. «Un progetto che, così come è stato presentato, è assolutamente irricevibile e a cui è impossibile concedere il nulla osta richiesto». Così l’Ente Parco della Maremma boccia l’ipotesi di...
GROSSETO. «Un progetto che, così come è stato presentato, è assolutamente irricevibile e a cui è impossibile concedere il nulla osta richiesto».
Così l’Ente Parco della Maremma boccia l’ipotesi di tracciato formulata da Sat. Una bocciatura pesante, che si unisce al coro di “no” del territorio e che arriva oltretutto da un soggetto pubblico guidato dalla Regione Toscana.
Le osservazioni del Parco della Maremma al progetto autostradale presentato da Sat si basano, in estrema sintesi, su quanto previsto dal Piano del Parco (che sulla localizzazione del corridoio tirrenico richiede specifiche modalità attuative) «e sulle disconnessioni territoriali che il progetto proposto indurrebbe nel complesso e vasto sistema territoriale attraversato».
Il progetto – spiega in una nota l’Ente – «risulta a tutti gli effetti in netto contrasto con quanto previsto dal Piano del Parco, che non è stato nemmeno preso in considerazione».
Per il Parco l’autostrada produrrebbe disconnessioni trasversali per l’effetto barriera, e disconnessioni longitudinali per l’eliminazione di una viabilità locale sul quale si regge un sistema insediativo policentrico. Gli effetti negativi sarebbero sensibilmente maggiori rispetto a quelli dichiarati nel progetto.
Molte, secondo l’Ente, sono le criticità di natura ambientale, sociale ed economica che caratterizzano il progetto oltre che difetti procedurali legati alla procedura di Via e alla valutazione d’incidenza (Vinca).
«Il progetto – dice l’Ente Parco – non tiene conto in modo adeguato dell’impatto che la somma dei singoli interventi avranno sia sulla conservazione e tutela degli habitat e lo dimostra ad esempio la Valutazione d’incidenza che risulta limitata al solo screening delle incidenze, trattando in modo superficiale gli effettivi impatti che l’intera opera avrebbe sul territorio e le conseguenti e necessarie misure di mitigazione e compensazione da attuare. Ma non tiene conto nemmeno degli effetti sullo sviluppo socio economico sostenibile del territorio, a cui, invece, il Parco sta lavorando».
Il progetto di tracciato assieme alla viabilità secondaria, così come proposto, costituisce – per il Parco – una cesura longitudinale dei sistemi insediativi e agricoli sviluppati lungo l’Aurelia e da essa connessi. Bocciata anche la proposta di Sat sulla viabilità locale: per il Parco originerebbe «non trascurabili criticità» per la fruizione dell’area protetta e gli spostamenti per chi vi abita e vi lavora. «Molte aziende turistiche e agricole – aggiunge il Parco – ne verrebbero danneggiate con ripercussioni e ricadute negative sull’economia locale e in contrasto con quanto la giunta regionale prevede per le aree parco regionali, chiamate sempre più a conciliare la tutela della natura con uno sviluppo turistico sostenibile».
In particolare, tra Grosseto sud e Fonteblanda sparirebbero le uscite attuali e per chi proviene da Grosseto e l’unica possibilità di arrivare all’interno del territorio del Parco sarebbe la strada prevista come mobilità secondaria «che risulta – dice l’Ente – assolutamente insufficiente e in contrasto con quanto previsto dalla delibera di giunta regionale del novembre 2013, che detta gli indirizzi per la redazione del progetto definitivo autostrada A 12 Rosignano - Civitavecchia».
L’autostrada, le complanari, le opere accessorie e gli spazi interstiziali previsti sono, per il Parco, una minaccia ai sistemi ambientali, ecologici e antropici tra l’area protetta e contigua a monte e a valle dell’Aurelia. «Oltre ad incidere negativamente sulla qualificazione degli ambienti attraversati – dice il Parco – potrebbero rappresentare un aggravio del rischio già oggi presente di attraversamenti di animali lungo l’asse stradale, con impatti e conseguenze assai negative sulla sicurezza viaria, anche in considerazione delle alte densità di fauna selvatica che caratterizzano le aree attraversate dal tracciato. E le misure di mitigazione e le ipotesi previste per i corridoi ecologici risultano assolutamente insufficienti».
E ancora. «Il progetto definitivo – dice il Parco – non tiene conto dell’effettivo rischio idraulico derivante dalla realizzazione della sede autostradale e delle complanari, soprattutto alla luce dei recenti eventi alluvionali».
Infine «la realizzazione prevista dell’area di pedaggio a Fonteblanda, così come l’area di svincolo ad Alberese Sud – conclude il Parco – produrrebbe un forte impatto sia in termini di consumo di territorio che di sostenibilità sociale per gli spostamenti sistemici dei locali residenti e dei fruitori del Parco».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google