Il Tirreno

Grosseto

Patrimonio archivistico, Magma capofila

di Paola Villani
Patrimonio archivistico, Magma capofila

Il museo scelto dalla Regione per un progetto che coinvolge cinque realtà toscane. Catalani: «Orgogliosi per il riconoscimento»

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FOLLONICA. Il Magma scelto dalla Regione Toscana come capofila di un progetto per la valorizzazione del patrimonio archivistico.

La città del golfo continua a ricevere attestati importanti, diventando sempre di più un polo culturale multidisciplinare riconosciuto a livello europeo grazie al museo del ferro e della ghisa, dove si racconta la storia della fabbrica siderurgica follonichese. Dopo la vittoria del premio Dasa nel 2015 e la partecipazione nel settembre scorso in Croazia alla conferenza mondiale sui progetti espositivi, di salvaguardia e di trasmissione della memoria (“The best in heritage - projects of influence”), come uno dei 28 musei d’eccellenza dell'interno pianeta, adesso la Regione Toscana chiama il Magma di Follonica per affidargli la guida di un progetto che vede protagonista il patrimonio archivistico regionale: alla città del golfo il compito di raggruppare, mettere in rete e promuovere la storia che riguarda le imprese e il lavoro.

Sono solo cinque le realtà toscane ad essere state scelte per questa iniziativa, realtà di livello molto alto, si parla infatti della fondazione Primo Conti di Fiesole, la scuola Normale di Pisa, gli archivi dell'Unione della Valdera, il Centro per l'arte contemporanea Pecci di Prato. Le cinque eccellenze hanno compiti differenti, a Follonica la mission riguarda il lavoro. «In riferimento agli interventi finalizzati alla conoscenza e valorizzazione delle fonti relative alla storia dell’impresa, del lavoro e dell'artigianato toscano, in virtù dell’esperienza e delle competenze acquisite in materia di archeologia industriale e storia dell’impresa come testimoniato dal museo Magma di Follonica», così si legge nell’atto ufficiale della Regione Toscana. Alla città del golfo è stato assegnato un budget annuale di 20.000 euro per tre anni: avvalendosi dell’aiuto dell’Istituto di ricerca sul territorio e l’ambiente - Leonardo di Pisa, Follonica collaborerà con l’Ecomuseo della montagna pistoiese, con la Val di Cornia (Isola d’Elba e Piombino in primis), ancora con la Val Trompia (Brescia) e ancora con la città austriaca di Vorderberg (sede di fabbriche siderurgiche e di un museo sulla storia del ferro), per mettere a sistema tutte le fonti che sono a disposizione negli archivi sul tema appunto del lavoro.

«Per noi questo è un grande risultato - spiega l’assessora alla cultura, Barbara Catalani - Un riconoscimento per il nostro museo arrivato inaspettatamente, perché non abbiamo fatto una richiesta specifica abbiamo solamente, qualche mese fa, presentato alla Regione quello che è il Magma e quelli che sono i progetti attivati negli anni. Un riconoscimento che ci rende orgogliosi».

Le linee che seguirà il Comune per rendere concreto il progetto saranno tre: la prima riguarderà l’aspetto multimediale, quindi la digitalizzazione degli archivi; la seconda invece sarà finalizzata al consolidamento della Rete del Ferro, l’unione con città che come Follonica hanno nella loro storia il lavoro siderurgico; infine si penserà allo studio degli aspetti migratori e demografici che tali imprese hanno provocato. «Organizzeremo poi dei convegni annuali dove riporteremo quello che è stato fatto e i risultati ottenuti», conclude Catalani. Insomma per i prossimi anni la città del golfo sarà una delle protagoniste della cultura toscana.

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