Il “patron” di Cia al Caseificio di Manciano
MANCIANO. Il presidente della Cia Dino Scanavino fa tappa in Maremma e visita al Caseificio di Manciano (nella foto alcuni formaggi), occasione in cui rilancia il ruolo economico da protagonista del...
MANCIANO. Il presidente della Cia Dino Scanavino fa tappa in Maremma e visita al Caseificio di Manciano (nella foto alcuni formaggi), occasione in cui rilancia il ruolo economico da protagonista del settore primario autoctono sui cui scommettere per il futuro.
«Se dobbiamo partire dall’idea che l’agricoltura è un patrimonio di tutti – dice – Dalla Maremma, dove essa svolge un ruolo primario, può partire un processo di rinascita di questo settore».
«La crisi della pastorizia – continuato Scanavino – è un un problema di tutti. Se perdiamo la nostra pastorizia non perdiamo solo prodotti di eccellenza, ma perdiamo pezzi del nostro paesaggio, presidio del territorio e alla fine anche parte della nostra identità».
Onorato per la visita dei vertici Cia, il presidente del caseificio Carlo Santarelli: «La politica deve fare la sua parte – osserva – gli agricoltori devono andare avanti pur tra mille difficoltà e i consumatori devono capire che la Dop, come quella del pecorino di Manciano, non è solo un’etichetta ma è indice di qualità dei prodotti e garanzia per il mantenimento di un territorio».
«Le visita e le parole Scanavino – osserva il presidente della Cia di Grosseto Enrico Rabazzi – testimoniano l’importanza di questo territorio per tutta l’agricoltura italiana. Sono d’accordo: la nostra agricoltura può e deve ripartire dalla Maremma».
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