Toscana
Migranti, accuse choc a Quinta Colonna
Su Rete 4 i titolari di un agriturismo di Roccalbegna raccontano di furti, alcol, prostituzione e di un’aggressione
GROSSETO. «Gli italiani hanno pagato per mesi prostitute, gioco e alcol ai migranti». È il tweet con cui Matteo Salvini, leader della Lega Nord, rilancia sui social network, in tempo reale, la puntata di lunedì sera di Quinta Colonna (il talk show condotto in prima serata, su Rete 4, da Paolo Del Debbio), dove partecipava come ospite in studio.
«Il servizio pazzesco dalla provincia di Grosseto» – così lo definisce Salvini nel suo cinguettio – racconta una storia di accoglienza tra luci e ombre, ambientata nell’entroterra maremmano, a Roccalbegna, pendici dell’Amiata grossetana.
Nessun contraddittorio in studio. Solo la voce di una coppia, Enrico Maria Santoro e la moglie Romina Mostarda, i titolari della struttura ricettiva “La Meridiana”.
A dire il vero una storia simile, seppur declinata in luoghi diversi, Il Tirreno l’aveva già sfiorata e in parte raccontata qualche mese fa, a seguito di una denuncia anonima. Il caso Roccalbegna, infatti – stando alle carte della Procura della Repubblica di Grosseto – potrebbe connettersi con la vicenda Petricci, cioè con la denuncia per discriminazione religiosa presentata da una dozzina di richiedenti asilo contro la gestione Arci.
Anche a Semproniano si parla di rapporti sessuali, alcol, cibo sgradito, vessazioni e di “qualcuno” che un giorno decide di mettere la penna in mano ai migranti, incoraggiandone la protesta.
Ma torniamo alla denuncia raccolta da Quinta Colonna. I coniugi Santoro sono molto chiari nelle loro testimonianze, scritte e inviate anche alla Prefettura di Grosseto. «Avevamo deciso di mettere a disposizione la nostra struttura per l’accoglienza dei richiedenti asilo – raccontano all'inviato – sperando di coniugare un reddito a una buona azione. Tutto bene i primi due mesi con gli ospiti ghanesi. Poi l’arrivo dei nigeriani e l’inizio dei problemi. Da subito la cooperativa (si fa riferimento all’Arci) è praticamente sparita. Nei mesi successivi furti da parte dei migranti, alcol introdotto nelle camere, insieme ad apparecchi di dubbia provenienza; e ancora accattonaggio, zero servizi per favorire l’integrazione e il sostegno psicologico e tanti altri problemi, perfino un caso di malattia infettiva non curata».
Piccoli numeri da cui nascono grandi problemi. «Qui l’accoglienza – prosegue Enrico Maria Santoro, che nel servizio viene intervistato dal giornalista Valerio Minelli – non ha funzionato. Non si è mai visto un insegnante, uno psicologo. Invece è arrivata una prostituta... Abbiamo contattato l’associazione per farlo presente e ci è stato risposto che la ragazza sarebbe potuta entrare per fare il suo lavoro».
Poi il signor Santoro, proprietario della struttura, mostra in quali condizioni versano le camere e introduce altri due episodi: l’uccisione di un capriolo (denunciata alla Forestale) e la successiva aggressione alla moglie (refertata al pronto soccorso).
È proprio Romina Mostarda a raccontare quest’ultimo episodio, cioè cosa è accaduto a fine anno, prima che i ragazzi venissero trasferiti altrove.
«Il loro atteggiamento, gli ultimi giorni – spiega davanti alle telecamere – era ulteriormente peggiorato. Una mattina, mentre uscivo dalla lavanderia, ho trovato sette, otto nigeriani che mi aspettavano; li ho ignorati, ma uno di loro, mentre gli passavo davanti, mi ha presa per un braccio, strattonata, facendomi sbattere la testa e impedendomi di rientrare in casa. Io ho iniziato a urlare, gli ho detto di lasciarmi stare e andare via. A quel punto si sono resi conto di aver esagerato. Sono scappata, mi sono chiusa in casa a chiave mentre fuori continuavano a urlare e forzare la porta».
Accuse che il presidente di Arci Grosseto, l’avvocato Christian Sensi, oggi respinge con forza (si veda articolo a destra) ma che nel frattempo hanno raggiunto migliaia di telespettatori e un numero imprecisato di utenti della Rete.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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