Gioco
«Casamenti sbaglia, l’autostrada serve»
L’ex sindaco bacchetta l’attuale primo cittadino lagunare che ha annunciato di non voler più parlare con Sat
ORBETELLO. Mentre ieri Andrea Casamenti, sindaco di Orbetello, inviava tramite posta certificata una trentina di pagine di osservazioni tecniche alla Regione Toscana e alla Sat per dire no alla Tirrenica, Rolando Di Vincenzo, ex sindaco di Orbetello, prendeva le distanze dalla posizione dell’attuale amministrazione sull’autostrada (e chissà se solo da quella) bollandola come una presa di posizione «populista».
«Per una vita - esordisce l’ex primo cittadino- la destra ha fatto dell’autostrada una sua bandiera. Adesso siamo diventati populisti. Per un sindaco accontentare tutti non è possibile e un primo cittadino deve anche sapere guardare oltre». Di Vincenzo sa che non sempre si può essere popolari e alcune sue decisioni tutto furono tranne che accolte con favore dai cittadini: «le presi lo stesso perché andavano prese».
Per tornare all’ “affaire” Tirrenica, l’ex primo cittadino lagunare ne ribadisce, come ha sempre fatto, la necessità della realizzazione. «Sulla questione - dice - credo si sia fatta un po’ di confusione. Io però se guardo la cartina dell’Italia vedo una cosa: a nord un sacco di autostrade che ci consentono di andare ovunque. Al sud anche la Salerno-Reggio Calabria è finita e poi, arrivando nella Toscana, vedo un buco e mi chiedo: è mai possibile che manchi solo questo pezzo?». L’ex sindaco ha sulle sue spalle due mandati come primo cittadino lagunare, una lunga esperienza da commissario della laguna, la nomina a consigliere provinciale; e la sua posizione sull’autostrada è stata sempre la stessa, sia ora sia ai tempi di Alessandro Antichi che ringrazia per averlo sostenuto in tante battaglie, fra cui ospedale e autostrada. «Sono stati proposti vari tracciati nel corso del tempo - spiega - dal progetto Lunardi, a quello che passava attraverso il massiccio calcareo, a quello sui colli, sulla costa per arrivare a quello attuale». L’ex amministratore ritiene, anche per averlo scelto come paese in cui abitare, che «il nostro territorio sia il più bello del mondo, dove mare, turismo e agricoltura sono il nostro pane. Però mi chiedo se gli altri territori dove sono state fatte le autostrade non fossero belli come il nostro, eppure lì l’autostrada c’è». Insomma, il ragionamento sembra essere: cosa abbiamo noi in più degli altri perché qui non si faccia ciò che è stato fatto altrove? Possibile che solo la Maremma meriti di essere salvata e le altre zone no?
«Sono sicuro che anche gli ambientalisti - dice - prendano le autostrade per spostarsi. Non credo vadano a Roma facendo la litoranea. Lo sviluppo si accresce dove ci sono i servizi - sostiene- ma qui non ci sono. Le cose basta farle bene garantendo la possibilità di spostarsi in libertà senza fare giri assurdi e mantenendo l’Aurelia come strada parco». Di Vincenzo, quindi, va in controtendenza rispetto al sindaco che, pur non essendo mai stato contrario all’autostrada, prima di Natale ha cambiato idea dicendo no non solo al tracciato proposto ma anche all’idea di una autostrada sul territorio. «Io credo che non si debba mai uscire dai tavoli, anzi, i tavoli vanno allargati ma non ci si alza mai».
Di Vincenzo capisce, pur non condividendola, l’idea di chi non vuole l’autostrada. Quello che non capisce è l’idea di chi sostiene l’adeguamento dell’Aurelia per risparmiare del suolo. «Fra Grosseto sud e Orbetello ci sono un centinaio fra svincoli e immissioni. Se si adegua l’Aurelia questi vengono chiusi e devono essere fatte le complanari. Non ci sarà risparmio di territorio».
L’ex commissario sa che ci sono aspetti da rivedere come la galleria di Orbetello Scalo e la zona di Fonteblanda così come sostiene un risarcimento adeguato per i danneggiati e non il valore di mercato, ma è altrettanto convinto che sia sbagliato dire «io non parlo con Sat». «Per gli antichi romani il motto era panem et circenses, accontentavano il popolo ma conquistavano il mondo. Noi accontentiamo solo il popolo».
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