Il Tirreno

Grosseto

Cancelli per 100.000 euro

di Giovanna Mezzana
Cancelli per 100.000 euro

Sembra l’unico rimedio per ridare decoro al centro commerciale 167 Nord

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GROSSETO. È persino spuntata una tenda verde, di quelle che si acquistano al Decathlon per il campeggio: lì dentro ci dorme qualcuno che dalla vita non ha altro. Quartiere Pace, centro commerciale 167 Nord: forse in pochi sanno che si chiama così il complesso pubblico-privato stretto tra via Inghilterra e via Unione Sovietica e che ha su un lato – quello fronte-ospedale – un supermercato Coop chiuso dalla fine di ottobre. Il Tirreno è tornato qui a quasi due mesi dall’ispezione di Fausto Turbanti, l’assessore comunale deputato alla sicurezza. È tutto come prima: anzi, peggio di prima perché in quell’occasione, sapendo dell’arrivo del rappresentante della giunta cittadina, qualche mano pietosa aveva dato una rassettata gettando litri di varechina, che coprissero il forte odore di urina, per permettere ai visitatori almeno di respirare.

Viaggio nel degrado. C’è chi dorme qui perché non ha un altro luogo dove andare, ma c’è anche chi bivacca, chi soddisfa bisogni corporali, chi si abbandona al “buco” della droga e chi fa sesso. Due mesi fa l’assessore propose una soluzione, che oggi conferma: «Cancelli e inferriate – suggerisce Turbanti – per chiudere gli accessi. Non vedo in quale altro modo si possa fare. La mia è un’idea, non è la verità assoluta, ma bisogna incontrarsi, progettare. Partire, insomma». Cose che non sono ancora state fatte anche perché c’è un problema: i costi. «Questo complesso è “inchiudibile” – dice Michele Fanciulli, amministratore del condominio 167 Nord – A meno che non si voglia spendere parecchio: chiudere tutti gli accessi in modo risolutivo può costare 100.000 euro». E poi chi girerebbe le chiavi nelle serrature ogni sera per riaprirle la mattina? Anche la gestione del centro commerciale blindato avrebbe in costo.

Sali e scendi. Accompagnati da Fanciulli, facciamo un giro per il complesso commerciale. Costruito decenni fa, è grandissimo: è diviso in due grossi blocchi, uno lato ospedale e uno lato Cittadella. Ci sono accessi ovunque. Da via Inghilterra e da via Unione Sovietica partono due grandi attraversamenti. Vediamo scale che salgono e che scendono da e nel cuore del condominio. E ancora, discese “dolci” che permettono anche a chi siede su una carrozzella di raggiungere il primo piano, come quella che porta al vivace centro “Pace”dedicato agli anziani e gestito da volontarie, o quella che scivola sulla destra dell’entrata del supermercato. Facciamo due conti: se si opta per i cancelli, bisognerebbe posizionarne una cinquantina. Praticamente, uno per negozio, perché tante sono le attività commerciali, dalla merceria alla pasticceria, dal centro estetico alla farmacia. «E i cancelli non bastano – ci spiega Fanciulli – Qui (e siamo di fronte all’entrata della Coop) – basta poco per aggirare il cancello e saltare dentro». E di varchi come questo ce ne sono un labirinto. E poi c’è il grande colonnato lato Cittadella da cui parte l’impianto anti-incendio, che deve essere sempre accessibile, come le cassette distribuite qua e là.

Eppure c’è vita. Non è un gioco da ragazzi blindare il complesso commerciale dove, oltre alla Coop, c’è la Banca della Maremma, una scuola di musica e una sala registrazione, un cinema-auditorium (mai utilizzato) e il centro sociale per gli anziani, tanti negozi, uffici e studi. Un mix di pubblico e privato che offre una variegata gamma di servizi – dallo shopping agli ambulatori medici – che oggi resistono nel degrado. «I commercianti – dice Fanciulli – sarebbero anche disposti ad investire per tutelare il loro lavoro, ma è indiscutibile che il Comune deve fare la sua parte: non si può considerare privato un complesso che ha accessi pubblici ovunque». La richiesta: «E nel frattempo – conclude Fanciulli – chiediamo che carabinieri, polizia, polizia municipale e vigilantes incaricati dal Comune accendano i loro riflettori».

«Noi ci siamo». «Rinnovo la disponibilità dell’amministrazione comunale – conferma Turbanti – La mia e quella dell’assessore al patrimonio Riccardo Megale di cui è la competenza». Non resta che fissare la data di un incontro. Bello sarebbe che, al posto delle chiusure con inferriate aprissero bar e punti ristoro per riempire di tavoli e ombrelloni le terrazze e dare così lo sfratto al degrado.

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