La protesta
Sanità nel caos, Barbagli: «Va rivisto il modello della Regione Toscana»
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CINIGIANO. Sanità toscana nel caos: pronto soccorso ingolfati, reparti stracolmi. «Siamo arrivati a non garantire più l’assistenza, ecco il risultato della politica dei tagli e delle privatizzazioni». A puntare il dito contro la sanità toscana è Giovanni Barbagli, capogruppo della civica A/gente comune di Cinigiano che da tempo segnala la problematica sanitaria regionale e che questa volta alza il tiro.
«Il sovraffolamento dei pronto soccorso e dei reparti di degenza di questi giorni – dice – non riguarda ormai più l'ospedale della Misericordia di Grosseto dove i malati sono nei corridoi e in attesa di cure, ma tutti gli ospedali toscani e le proteste dei cittadini stanno aumentando di giorno in giorno. Siamo arrivati ormai al fallimento della riforma voluta dal Pd della Regione Toscana con la legge regionale 84/2015. Ci avevamo detto che volevano risparmiare facendo tre sole Asl ed eliminando i direttori generali invece gli ex direttori generali sono vivi e vegeti e se non si chiamano più direttori generali sono al loro posto come dirigenti e ben pagati. Le vere conseguenze negative le stiamo pagando come cittadini, basta una influenza e pronto soccorso e degenze vanno in crisi».
Barbagli sottolinea che addirittura i nuovissimi ospedali di Lucca, Pistoia, Prato e Massa «sono i primi ad essere inadeguati ad affrontare questo picco di afflusso dovuto appunto ad una banale influenza a causa del sottodimensionamento dei posti letto e degli organici degli operatori addetti alla assistenza».
Barbagli citando come fonte l’Ipavi (collegio infermieri professionali) dice che «su circa 20,5 milioni di accessi ai pronto soccorso solo il 15% risultano quelli appropriati e quindi l’80% poteva essere risolto nel territorio, se opportunamente organizzato». E ancora: «Prima che le difficoltà strutturali siano causa di carenza assistenziale, occorre – incalza il capogruppo Barbagli – rivedere il modello i sanità che vogliamo in Toscana, ovvero quello che sia organizzato per la capacità di porre il malato/cittadino al centro del percorso di cura personalizzato e garantendo la integrazione territorio ospedale». E chiude: «Le dichiarazioni dell’assessore regionale alla sanità sono patetiche nell'invitare gli operatori alla massima collaborazione, e irresponsabili nelle scelte che ha contribuito a fare con la legge di riforma».
Una situazione, questa, che non si registra nei piccoli ospedali e in particolare nel pronto soccorso di Castel del Piano. Lo dice Claudio Franci, presidente della società della salute amiata grossetana. «È una situazione che tocca le grandi città, accentuata dall'influenza in corso e dai casi di meningite. Qui a Castel del Piano il pronto soccorso funziona perfettamente ed è in grado di smaltire i pazienti a ritmi normali». (f.b.)
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