Gioco
Il centrodestra vince ma ci sono musi lunghi per i franchi tiratori
Facilmente identificabile la paternità delle schede Ecco chi ha votato chi e quali sono i candidati rimasti fuori
GROSSETO. I nomi dei dieci consiglieri che comporranno la nuova assise (cinque per parte) sono ufficiali da ieri a mezzogiorno. Come spesso accade in queste circostanze, l’esito del riparto dei seggi ha prodotto analisi e musi lunghi. I volti più attapirati nel gruppo di Monte Argentario (che puntava su Umberto Amato dei Fratelli d'Italia, 6° e primo dei non eletti), ma anche gli amministratori di Magliano in Toscana, guidati dal candidato/trombato Diego Cinelli (pure lui area FdI), non sono felici. L’organizzazione del voto poteva essere gestita meglio dal centrodestra, che dimentica la geografia e porta a palazzo Aldobrandeschi quattro grossetani su cinque rappresentanti (Claudio Pacella, Olga Ciaramella, Luca Teglia, Marco Biagioni e Bruno Ceccherini). Domenica, a mezzanotte, il vicesindaco di Grosseto, Luca Agresti, tuonava contro quelli che non rispettano i patti e fanno manona. Eppure Forza Italia è l’unico partito che avrà due consiglieri provinciali.
È andata come nelle previsioni, invece, per la lista di centrosinistra, dove passano Luigi Bellumori come primo, Francesco Limatola, Lorenzo Mascagni, Marcello Giuntini e Claudio Franci. Diverso - in casa Pd - il discorso su Giancarlo Farnetani, che perde nell’urna oltre 4.100 punti rispetto a quelli che hanno incassato i candidati al consiglio. Diciotto elettori hanno scelto un consigliere di centrosinistra, ma per il presidente hanno preferito optare per bianca, nulla o Vivarelli Colonna. A Follonica, per esempio, qualche franco tiratore (pesante) c’è stato. A Orbetello il chiacchiericcio indica Mauro Barbini come sparigliatore. E c’era da aspettarselo, visto che gli appetiti di altri territori e persone, negli ultimi anni, hanno finito per penalizzare sempre gli stessi.
In una provincia piccola come quella di Grosseto, con i 28 comuni distribuiti in cinque fasce, è facile il gioco del chi-ha-votato-chi. Le schede sono praticamente firmate, specie quelle del capoluogo, dove nel centrodestra i conti non tornano. Andiamo per ordine. Il risultato del primo classificato - Cosimo Claudio Pacella - è enorme: ha incassato, infatti, ben 6 preferenze (tre da consiglieri leghisti e tre da non leghisti). Per quest’ultimi i sospetti (si fa per dire) si appuntano sull’asse Pettrone (lista Vivarelli Colonna) - Virciglio (Forza Italia) - Tornusciolo (gruppo misto).
È evidente che poi, a qualcun altro, questi voti sono mancati. Per esempio il collega leghista di Pacella - l’avvocato Pierfrancesco Angelini - si è fermato alle tre preferenze di partito ed è rimasto fuori. Forza Italia ha retto il colpo grazie ai territori e all’organizzazione, perché a Grosseto Marco Biagioni ha preso solo il suo, quello della Ripani e dell'altro collega di Forza Italia Manuele Bartalucci. Per Olga Ciaramella le preferenze verdi sono state sei, ma il suo monte-consenso era di sette... Qui è saltato Pettrone. E anche a Bruno Ceccherini (ultimo degli eletti) manca una preferenza (quella di Gino Tornusciolo). Ceccherini si è salvato riuscendo a incassare - oltre al proprio voto e a quello del collega di partito Andrea Guidoni - il consenso di Francesca Pepi (Maremma Migliore) e quello - a sorpresa - del consigliere di Passione Rinaldo Carlicchi (il più tracciabile). L’orbetellano Luca Teglia, invece, ha pescato fuori Grosseto e ce l’ha fatta senza patemi.
A rimetterci da queste triangolazioni sono state le periferie: fuori Diego Cinelli, il già citato Umberto Amato, espressione del Promontorio, e Guendalina Amati di Arcidosso, tutti riconducibili a Fabrizio Rossi. Troppi, forse, quattro candidati di Fratelli d’Italia. Infine due parole su Passione Grosseto, che approfitta di questa tornata elettorale per marcare la propria civicità, lasciando libertà di voto ai consiglieri. Alla fine, su quattro aventi diritto (tra cui il deputato Monica Faenzi), ben tre crociano Vivarelli Colonna, mentre Rinaldo Carlicchi consegna in bianco per il presidente e risulta determinante per l’ingresso in consiglio provinciale del consigliere di centrodestra Bruno Ceccherini, suo avversario in consiglio comunale.
Gabriele Baldanzi
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