Gioco
Gli angeli del fango si raccontano ai giovani
Cinque incontri tra i vigili del fuoco e mille studenti: «Vi raccontiamo cosa significa vivere un’alluvione»
GROSSETO. La sezione provinciale dell’associazione nazionale Vigili del fuoco è entrata nelle scuole medie e superiori spiegando ai giovani che significa affrontare una calamità come un’alluvione: sia per gli abitanti di un territorio, sia per chi presta soccorso.
Un migliaio di ragazzi distribuiti in cinque incontri sono stati coinvolti nel racconto della cronaca dell’alluvione del ’66. Uno degli angeli del fango che portò soccorso ai grossetani, quasi ininterrottamente per due settimane, da quel 4 novembre 1966, è Guido Caciagli che nei giorni scorsi ha raccontato i suoi ricordi ai giovani. Ultimo incontro, quello tenuto nell’aula magna dell’istituto agrario Leopoldo II di Lorena. «Siamo stati accolti nelle aule – dice Caciagli – grazie a una collaborazione con l’Archivio di Stato e con la direttrice Maddalena Corti. Ho apprezzato la grande partecipazione dei giovani, non è facile far capire loro cosa effettivamente successe cinquanta anni fa: le difficoltà, come ci si muoveva con la carenza e la scarsa potenza dei mezzi motorizzati d’epoca e con poco personale a disposizione».
Il contributo fotografico fornito da un altro vigile, Aldo Fassari, si è rivelato prezioso e ha consentito a Caciagli di rielaborare con le proprie parole agli studenti le emozioni e le sensazioni provate al momento della messa in sicurezza di centinaia di persone. «I ragazzi – prosegue – hanno guardato increduli le condizioni delle vie che oggi attraversano quotidianamente, piene di acque e detriti. Abbiamo trasmesso loro il modo in cui vivemmo la nostra alluvione che definirei “povera”, al contrario di altre portate all’attenzione dei media e con più sottolineature come quella di Firenze».
Le altre alluvioni “importanti” a Grosseto sono datate 1870, 1944 e 2014. Oggi il rischio idroleologico è diminuito grazie alle opere di contenimento dei bacini realizzate sull’argine del fiume Ombrone dal Consorzio Bonifica 6 Toscana ma l’alluvione del 1966 fa ancora tornare alla mente episodi vissuti direttamente da Caciagli. «Ricordo bene – conclude – un funerale che si svolse qualche giorno dopo l’inondazione con la bara che venne calata da una palazzina di via Fossombroni e le immagini che poi ho ritrovato sui giornali di vigili stremati dal lavoro e ridotti in mutande canottiera».
Stefano Fabbroni
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