La protesta
Salgono a tre i ricorsi al Tar dei gestori
La notifica di un terzo soggetto che si oppone al provvedimento è arrivata in municipio due giorni fa
GROSSETO. Sale il numero dei ricorsi al Tribunale amministrativo regionale della Toscana contro l’ordinanza del sindaco di Grosseto che restringe a sole quatto ore al giorno l’accensione delle slot machine, e dunque la possibilità di giocarvi.
I primi due ricorsi risalgono all’inizio di dicembre. Il 9 il Comune ha ricevuto la notifica dell ricorso della società di noleggio attrezzature Tosco srl; il 13 dicembre è arrivata in Municipio la notifica del ricorso della Maremma gaming srl, società che fa capo a una holding internazionale e gestisce la sala giochi Argento palace.
Di ieri è la notizia che il giorno precedente il Comune ha ricevuto una terza notifica di ricorso al Tar contro un’ordinanza. Al momento non si conoscono ulteriori particolari.
Tutto è nato il 7 ottobre 2016, quando è entrata in vigore l’ordinanza 98 del sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna che restringe alla fascia oraria 16-20 la possibilità per bar, tabaccherie e sale giochi di far funzionare le slot machine.
Ciò significa che bar e tabaccherie che hanno le macchinette dovranno tenerle spente per tutta la mattinata e per metà pomeriggio.
Più pesante la ripercussione per le sale giochi, che sono costrette a rivedere del tutto l’orario e l’organizzazione. Fino al giorno prima, infatti, le sale giochi erano aperte dalle 11 del mattino alle 2 di notte; con l’ordinanza, solo dalle 16 alle 20.
Emblematico il caso della sala giochi Argento Palace che, per effetto del provvedimento, si vede costretta a licenziare cinque persone e resta con il solo direttore di sala.
L’ordinanza nasce, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, dalla volontà di mettere un argine a comportamenti patologici verso il gioco d’azzardo, la cosiddetta “ludopatia” che ha effetti simili a quelli della dipendenza da droghe o da alcol.
Il 3 gennaio 2017 il Comune ha dato incarico all’avvocata Roberta Bardi di seguire il procedimento.Il 4 gennaio l’inchiesta del Tirreno ha portato alla luce una sconsolante realtà: su dieci tra bar, tabaccherie e sale giochi, solo otto rispettano l’ordinanza. D’altro canto da ottobre a oggi la Municpipale ha fatto tredici verbali ad altrettante attività colte in fallo. (f.f.)
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