Il Tirreno

Grosseto

Comune multato dal fisco per colpa della piscina

di Alfredo Faetti
Comune multato dal fisco per colpa della piscina

Massa Marittima: ultima beffa per Palazzo civico che da anni aspetta di incassare 60.000 euro dalla società argentarina che gestì la struttura dal 2001 al 2003

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MASSA MARITTIMA. In attesa di incassare 60.000 euro per un risarcimento assai datato, al comune di Massa Marittima tocca pagare una cartella a Equitalia.

È l’ultimo capitolo-beffa di una vecchia vicenda legata a un contenzioso sulla gestione della piscina comunale cittadina, che risale all’inizio degli anni Duemila e per cui la società Rari Nantes di Porto Santo Stefano è stata condannata a pagare circa 57.000 euro a favore delle casse del Palazzo civico massetano: così venne stabilito da una sentenza del 2014.

La sentenza però non è mai stata né rispettata né registrata: così il Comune massetano ha dato mandato ai suoi legali per procedere con i decreti ingiuntivi, ma per la mancata registrazione dovrà sborsare 300 euro all’Agenzia delle Entrate. È una cifra minima rispetto alla quota che il municipio deve ancora riscuotere dalla società per la gestione 2001-2003 della piscina. La causa va avanti da molti anni, dal febbraio del 2004 per l’esattezza, ma ancora l’amministrazione massetana non è riuscita a riavere indietro il denaro che la società sportiva le deve, nonostante la sua posizione fosse blindata dalla sentenza di un Tribunale.

Ecco perché la giunta ha stanziato altri mille euro utili a dare il via al procedimento di ingiunzione nei confronti della società di credito della società sportiva.

Facciamo un passo indietro. Nell’ottobre 2001, appunto, l’associazione santostefanese stipulò con il comune di Massa Marittima un contratto della durata di tre anni per la gestione della piscina, di proprietà della provincia di Grosseto. La società locataria, in base all’accordo, doveva versare all’amministrazione il 36 per cento delle spese di gestione dell’impianto: gli uffici comunali avrebbero inviato ogni sei mesi la rendicontazione in base alla quale l’associazione poi avrebbe versato la sua quota.

Il contratto prevedeva anche a carico del gestore la manutenzione ordinaria della piscina. Per avere in concessione l’immobile, la Rari Nantes stipulò all’epoca una polizza fideiussoria con la Società Italiana Cauzioni a garanzia dell’adempimento dei propri obblighi contrattuali.

Nel 2003 la piscina venne chiusa: servivano lavori di manutenzione straordinaria e quindi, secondo l’associazione sportiva, non si poteva fare nulla se non serrare le porte dell’impianto e procedere con la ristrutturazione.

Di parere diverso fu l’amministrazione comunale, che giudicò quella chiusura un danno economico e di immagine per la comunità. Non solo: dal 2011 in poi la società non hai mai versato la quota pattuita, giustificando il mancato pagamento con i difetti della struttura data in concessione.

A gennaio 2004 il contratto fu risolto, ma un mese dopo dal Tribunale grossetano arrivò in municipio una notifica per la citazione in giudizio da parte della Rari Nantes, appunto, per problematiche varie connesse alla gestione della piscina comunale.

Il Comune ha dato così incarico a un legale di occuparsi dell’intera vicenda: la causa però ad oggi non ha ancora trovato una conclusione, nonostante nell’agosto 2012 il Tribunale abbia respinto la richiesta della Rari Nantes condannandola al pagamento anche delle spese legali. Ad oggi però non è stato versato neanche un euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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