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Capalbio, 19 pecore uccise «Basta con le stragi continue»
CAPALBIO. Diciannove pecore uccise, l’ennesimo drammatico attacco in Maremma. I predatori sono entrati nell’azienda di Michele Ardu, a Capraia, nella zona di Capalbio, nella strada della Maccola, e...
CAPALBIO. Diciannove pecore uccise, l’ennesimo drammatico attacco in Maremma. I predatori sono entrati nell’azienda di Michele Ardu, a Capraia, nella zona di Capalbio, nella strada della Maccola, e hanno fatto una strage.
Le pecore erano in un recinto, riposavano: i predatori sono entrati nella prima mattinata di ieri, come racconta Michele Ardu ancora sconvolto - «e me ne hanno massacrate 19: uno strazio. Quelli erano lupi - sostiene l’allevatore - Fra l’altro il giorno prima ne avevo visti due circolare nei miei pascoli. Ho circa 123 ettari di terra dove tengo le mie pecore e un grande recinto antilupo dove tengo protetta parte del gregge. Possiedo cani da guardiania, che però hanno paura di questi animali e scappano alla loro vista. Per le reti antilupo va detto chiaro che ce le ho, ma non coprono gli ettari interi di pascolo: impossibile. Dunque alcuni branchi pascolano dentro recinti normali. I predatori, però, sono in grado di scavalcarli sebbene abbastanza alti, e stavolta hanno fatto una strage proprio come accadde due anni fa. Anche allora ebbi una bruttissima aggressione con molti capi uccisi e molti impauriti. Perché si sa, se ci sono pecore da latte, queste per un mese producono quantità minima di latte. Se ci sono pecore incinte abortiscono. Un disastro. È arrivato il momento di togliere via dal territorio i lupi: ne va della sopravvivenza stessa delle nostre aziende. Vi sono anche altri allevatori di bestiame qui attorno che sono vittime di predazioni, ma certo perdere 19 pecore in una volta sola è troppo».
Ardu racconta anche come la sua giornata sia passata fra visite dei veterinari, smaltimenti, pratiche burocratiche: «Spero davvero - dice - che le 19 pecore siano state considerate come predate dai veterinari. Avevano i buchi nella gola e si vedeva bene che erano state martoriate dai predatori, che fra l’altro stanno razziando caprioli, lepri e conigli selvativi. Un disastro ambientale senza precedenti». L’attacco arriva proprio nel momento in cui l'allarme è massimo, tanto che ha spinto il comune di Magliano in Toscana, col sindaco Diego Cinelli e l’assessora Mirella Pastorelli a chiedere un tavolo urgente al ministro dell’ambiente Gianluca Galletti che aveva a suo tempo promesso misure per eliminare i lupi e gli ibridi dal territorio maremmano e amiatino. Se il tavolo non sarà istruito gli allevatori, guidati dalla stessa istituzione di Magliano e di altri comuni grossetani, protesteranno a Roma con tanto di greggi di pecore e montoni.
Ultima spiaggia per mettere sotto gli occhi di tutti i risultati di politiche di contenimento che non hanno avuto esiti positivi.
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