Italia
Attacchi alle greggi, pastori pronti a portare le pecore al ministero
Le predazioni non si fermano, l’assessora Pastorelli (Magliano) scrive al titolare dell’Ambiente «Che fine ha fatto la promessa di una legge sugli abbattimenti di lupi fatta lo scorso maggio»
MAGLIANO. Gli allevatori giocano l’asso, quello del trasferimento delle pecore sotto il ministero dell’Ambiente, a Roma, se il ministro Gian Luca Galletti non allestirà entro pochi giorni un tavolo nazionale per affrontare e risolvere il problema predazioni e non solo.
A chiarire l’umore dei pastori e ad avanzare la richiesta di un tavolo non riguardante solo la Maremma e l’Amiata è la vicesindaca di Magliano in Toscana Mirella Pastorelli, la quale è anche assessora alle predazioni, delega particolarissima, unico esempio in provincia, che dimostra come nella zona il problema sia tra quelli più caldi.
Pastorelli ricorda al ministro le promesse fatte a maggio circa una legge che apriva agli abbattimenti di una piccola percentuale di lupi, e che non hanno avuto esito; gli ricorda la problematica sempre più stringente delle predazioni, dei lupi, degli ibridi e dei cani da mantenere nei canili comunali e chiede un tavolo di somma urgenza. Altrimenti le pecore sono pronte a scendere in piazza.
«Buongiorno ministro, sono la vicesindaco del comune di Magliano in Toscana, Mirella Pastorelli»: così inizia la lettera che l’assessora ha inviato a Galletti.
«Come può ricordare – prosegue – a maggio scorso venni in visita da lei, con i sindaci di Manciano e di Roccalbegna, per sottoporle il problema della predazione. Lei cortesemente ci rassicurò, illustrando la proposta di legge riguardo all’abbattimento di una percentuale di lupi sul territorio nazionale. Ad oggi non abbiamo saputo nulla, e questo, a distanza di mesi e mesi, sta irritando gli allevatori che si sentono presi in giro per l’ennesima volta».
Mentre i mesi sono passati, infatti, le predazioni non sono diminuite, nonostante i numeri ufficiali sostengano il contrario (si veda box a destra).
Nel frattempo anche da altre regioni d’Italia arrivano continue sollecitazioni al ministero per risolvere la faccenda. Ultimo grido d’allarme, dalla Puglia, dove viene descritta una situazione simile a quella della provincia di Grosseto.
Insomma la drammaticità della condizione degli allevatori è palese a tutti e si esclude che possa essere risolta con reti e cani, strada intrapresa da tempo, ormai, grazie a progetti come Ibriwolf e Medwolf che si propongono la convivenza fra lupi, ibridi e pecore.
«Il territorio deve essere liberato da questi animali – obietta Pastorelli –. Non siamo in grado di sostenere il carico di centinaia di animali selvatici aggressivi e pericolosi anche per l’uomo».
Gli allevatori sperano che i danni procurati dall’uomo siano risolto a breve. E sono danni gravissimi, per l’ambiente e per chi ci lavora.
La lettera dell’assessora, dunque, culmina nella richiesta di un tavolo nazionale. «Dietro continue sollecitazioni degli stessi allevatori – si legge – chiedo un tavolo politico nazionale al quale siano presenti tutte le componenti interessate a portare soluzioni riguardo a predazione, ibridi, canili».
Pastorelli è infatti particolarmente preoccupata per la storia dei canili comunali che succhiano risorse che, secondo lei, potrebbero essere investite altrove. «Mancano i soldi per i servizi essenziali – dice – e noi dobbiamo spendere 60.000 euro all’anno per mantenere i randagi».
La lettera si conclude con l’annuncio di una manifestazione con allevatori e pecore, come già successo in Francia, dove gli allevatori hanno portato le pecore sotto la torre Eiffel e al museo del Louvre.
«Le faccio presente – chiude l’assessora Pastorelli – che se il tavolo richiesto non sarà convocato in giro di pochi giorni, gli allevatori stanno organizzando una protesta sotto il ministero dell’Ambiente, alla quale saranno presenti le stesse pecore, soggetti maggiormente interessati in questa battaglia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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