Toscana
Sos cinghiali, parte il piano di contenimento
Sul promontorio tante segnalazioni sui danni da ungulati. Al via una prima fase, seguiranno le battute
MONTE ARGENTARIO. Tra i 40 e i 60 cinghiali in eccesso sul versante portoercolese, partono le operazioni di “contenimento”.
Gli ungulati la fanno ormai da padrone: scendere fino alle vie dei centri abitati e stare a pochi passi dalla gente è diventata prassi. Basti pensare che in via delle Buche a Porto Ercole è stata installata anche una recinzione, senza la quale potrebbero girovagare tranquillamente per strada.
Alcuni esemplari hanno fatto visita, nei giorni scorsi, anche al giardino dell’hotel Torre di Cala Piccola, dove hanno lasciato tracce evidenti del loro passaggio.
Le lamentele tra i cittadini sono tante e l’amministrazione cerca di correre ai ripari.
Il consigliere delegato alla caccia Alessandro Roncolini si era già attivato dal mese di novembre per richiedere alla Regione una riperimetrazione della “Zona di Protezione Migratoria (Zpm)” esistente in località Poggio Canaloni, nella parte sud del promontorio nei pressi di Porto Ercole.
«Ad oggi la pratica è ancora in corso di completamento - sottolinea però Roncolini - Viste le enormi segnalazioni di devastazioni continue che arrivano, quotidianamente, da cittadini privati residenti e non da tutte le parti del promontorio, abbiamo richiesto alla Regione Toscana, sulla Zpm stessa, un piano di contenimento della specie che, fortunatamente, ci è stato approvato». Le fasi del contenimento saranno essenzialmente due: già dal mese di gennaio sarà messo in pratica “l’aspetto”, in cui due operatori e un delegato responsabile dalla polizia provinciale per la supervisione si posizioneranno in un punto della zona di divieto nel quale può risultare probabile il passaggio di cinghiali. Saranno effettuate un massimo di cinque uscite di questo tipo dopodiché, se saranno infruttuose, sarà applicata la “battuta”, in cui potranno invece partecipare un massimo di 50 cacciatori con l’utilizzo di 10 segugi.
«Con il contenimento si agisce nelle zone di divieto della Zpm di Poggio Canaloni, e in modo particolare in zona Forte Stella, Poggio delle Bicche e Sbarcatello - sottolinea il presidente del distretto di caccia Df9, Rober Scotto - Lì c’è una grande concentrazione di cinghiali che sta provocando problemi anche ai comprensori del Pellicano e dello Sbarcatello, oltre all’incolumità pubblica nelle strade. Noi, l’amministrazione provinciale e quella comunale collaboriamo per cercare di risolvere il problema. Adesso siamo arrivati ad un atto finale, gli animali in eccesso vanno abbattuti perché non esiste altro rimedio, abbiamo già provato di tutto».
Il contenimento, secondo la legge regionale, stabilisce i criteri di come vadano abbattuti questi animali.
«Si dice contenimento e non caccia - puntualizza Rober Scotto - perché non è una forma di attività venatoria, ma ci sono persone abilitate e riconosciute dalla legge della Toscana».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
