Il Tirreno

Grosseto

Il Comune alle prese con la maxiparcella

di Ivana Agostini
Il Comune alle prese con la maxiparcella

L’ente capalbiese deve al suo avvocato 370.000 euro per un lavoro svolto in 5 anni: il tentativo sarà quello di pagare a rate

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CAPALBIO. Il Comune di Capalbio deve versare all’avvocato Nicola Tamburro 370.000 euro per le sue prestazioni legali. I fatti risalgono alle cause discusse da Tamburro come avvocato dell’ente fra il 2004 e il 2009.

Notule che finirono davanti al giudice perché l’impegno di spesa del Comune era risultato decisamente inferiore rispetto alla parcella richiesta dal legale. Gli atti di 81 cause discusse da Tamburro sono finite sul tavolo di un giudice che ha dovuto accertare l’adeguatezza del compenso da corrispondere. La causa si è conclusa lo scorso agosto e il Tribunale di Grosseto ha deciso che a Tamburro spettano 177.000 euro di imponibile a cui si sommano interessi e altre voci che fanno lievitare la cifra fino a 370.000 euro. Somma dovuta per tutto quello che l’avvocato ha effettivamente svolto come legale dell’amministrazione di Capalbio portando allo stesso ente anche vittorie come quella del caso Decor (ristrutturazione di volumetrie ritenute abusive sulle quali era stato chiesto il condono) arrivata fino al Consiglio di Stato. Una cifra consistente per un Comune come quello capalbiese. Tanto consistente che se non si arrivasse a un accordo col creditore le conseguenze di una messa in mora o di una esigibilità immediata del credito creerebbero non pochi problemi a Luigi Bellumori. Le cose però potrebbero avere un risvolto non del tutto “negativo” per l’ente proprio grazie allo stesso Tamburro che avrebbe fatto una proposta transattiva che prevede un notevole sconto della cifra che deve essere corrisposta dal Comune di Capalbio proprio per non cercare di incidere troppo sull’ente stesso. Il Comune ha sempre saputo di dover pagare l’avvocato perché effettivamente le cause erano state discusse e vinte. Era solo necessario per motivi contabili, dato che mancavano gli atti di un relativo impegno di spesa dell’ente, sapere quanto dover corrispondere.

La proposta dovrebbe finire in consiglio comunale in modo da poter essere poi formalizzata e consentire al Comune di Capalbio di pagare Tamburro a rate e in tempi lunghi.

L’apertura dell’avvocato arriva nel momento in cui Bellumori e la sua giunta hanno deciso di non aumentare le tasse per il prossimo anno. I consiglieri ne hanno discusso in consiglio comunale nei giorni scorsi. «Non sono previsti al momento - dice il sindaco - nemmeno rincari per i servizi come quello delle rette per le mense degli asili, trasporto scolastico e mensile del Centro Giochi Educativo e neppure sulle imposte Imu, Tasi e addizionale Irpef. Questi aspetti di politica tariffaria si inseriscono in una situazione di bilancio difficile determinata dal perdurare del fondo di solidarietà negativo. I cittadini di Capalbio - continua Bellumori - versano alla fiscalità generale più di quanto versino altri Comuni delle stesse dimensioni».

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