Il Tirreno

Grosseto

Omicidio Pierini Perizia psichiatrica

di Francesca Gori
Omicidio Pierini Perizia psichiatrica

Il tribunale ha dato l’incarico ai medici per l’analisi di Laurini Devono stabilire se al momento dei fatti era consapevole o no

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MASSA MARITTIMA. Era capace di capire quello che stava facendo, Gino Laurini, quando ha aiutato sua madre Maria Grazia Guidoni a uccidere la nonna Giuseppina Pierini? A questa domanda dovranno rispondere i periti che sono stati incaricati ieri mattina dal giudice per l’udienza preliminare, Adele Savastano. Gli psichiatri dovranno quindi eseguire una perizia su Gino Laurini, figlio di Maria Grazia Guidoni, entrambi accusati dell’omicidio di Giuseppina Pierini (madre di Maria Grazia e nonna di Gino) avvenuto Pontenure il 3 luglio 2012. Il giovane, assistito dall’avvocato Sandro Nunzi aveva visto accolta la propria richiesta abbreviato, condizionato alla perizia psichiatrica. I due medici incaricati dal tribunale sono Mario Mantero (di Milano) e Giacomo Filippini (di Brescia) mentre la difesa ha scelto lo psichiatra Filippo Lombardi. La perizia dovrà essere consegnata entro fine marzo.

Il tribunale di Piacenza infatti, aveva deciso di subordinare l’accoglimento della richiesta di Laurini di essere giudicato con il rito abbreviato proprio alla perizia psichiatrica. Che ora si farà. «Laurini è stato soggiogato da sua madre», ha detto a più riprese l’avvocato del ventitreenne che da qualche tempo è tornato a vivere e lavorare a Follonica con l’ex compagno di sua madre.

Era stato Gino a presentarsi alla caserma dei carabinieri della città del golfo il 12 novembre 2015. Erano le 20,21 quando il comandante della compagnia Luigi Perri e il comandante del norm Marco Da San Martino si sono visti passare davanti agli occhi, attraverso le parole del ragazzo, un film dell’orrore: l’omicidio di Giuseppina Pierini, avvenuto il 3 luglio di tre anni prima in un appartamento di Pontenure, in provincia di Piacenza, dove il ragazzo si era trasferito con la madre. Gino quella sera parlò un’ora di fila e le sue parole furono registrate in tre pagine scarse di verbale che raccontano come Giuseppina Pierini fu uccisa e come poi il suo cadavere fu fatto sparire. «Mia madre invitava mia nonna a bere la birra che era sul tavolo e a fumare - raccontò - perché, diceva, bisognava festeggiare la festa del condannato e l’addio alla pensione». Tutto questo dopo aver fatto prendere un mix di medicinali alla sessantatreenne. Un racconto che il ragazzo ha confermato durante l’interrogatorio di garanzia. Ora la perizia dirà se Gino era lucido o se in quel momento non si rendeva conto di quello che stava davvero succedendo.

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