Gioco
Pd, Simiani si dimette: "Scelta irrevocabile"
Grosseto, il 27 dicembre l’incontro chiarificatore. I retroscena e i nodi da sciogliere
GROSSETO. Il segretario del Pd Marco Simiani, il 23 dicembre, ha comunicato le sue dimissioni irrevocabili dall’incarico di segretario provinciale del Pd. Questa volta non si torna indietro, non ci sono formule-salvacondotto. La scelta di rimettere il mandato nelle mani dell’assemblea – che ha funzionato per un paio di volte in passato – stavolta, dopo l’ultima sconfitta del referendum, lascia il posto a una “letterina” breve e chiara che segna la fine di un percorso. Simiani esce di scena.
Una parte del Pd grossetano tira un sospiro di sollievo, l’altra assolve il segretario da quasi tutte le responsabilità, valutandone positivamente l’impegno messo in campo nell’ultimo anno e mezzo. Simiani, come scrive nella lettera indirizzata al segretario nazionale Matteo Renzi, a quello regionale Dario Parrini e ai presidenti di assemblea, direzione e garanti, «rimarrà a disposizione per svolgere gli affari correnti del partito».
«Come è previsto dallo statuto – spiega Simiani – chiedo agli organi interessati di convocare prima possibile l’assemblea provinciale, per dare fin da subito un governo territoriale al partito». Simiani poi ringrazia i dirigenti e gli iscritti per l’opportunità concessagli. «Resterò sempre a disposizione del partito – conclude – per aiutarlo a raggiungere quei progetti di riforma e di innovazione per una sinistra moderna e riformista».
Cosa succede adesso? Lo scenario più probabile è il commissariamento, con il congresso che, in questo caso, si potrebbe svolgere a febbraio. Le federazioni che a fine anno risultano senza una guida (in Toscana sono tre) dovrebbero essere commissariate per poi contarsi (tenendo conto degli iscritti 2016) tra un paio di mesi.
In teoria ci sarebbe anche un’altra strada, poco gradita però ad Antonio Mazzeo, responsabile organizzazione del Pd regionale: cioè l’elezione di un nuovo segretario da parte dell’assemblea provinciale. Basterebbe la maggioranza qualificata e un “accordicchio” tra correnti in attesa degli sviluppi nazionali. È importante.
Infine le beghe. Il 21 dicembre il segretario Simiani e il responsabile dell’organizzazione Riccardo Vannozzi avrebbero dovuto presentarsi davanti ai garanti, ma la riunione è saltata per l’indisponibilità di Simiani. Stasera ci sarà un nuovo tentativo di chiarimento.
A Simiani e Vannozzi si contesta il fatto che le richieste inviate in Federazione spesso non trovano risposta: dal prolungato commissariamento di Scansano, alle beghe tra turborenziani ed esponenti di altre correnti all’Argentario, passando per lo spinoso “caso Manciano”.
Non solo. Al Pd, in questo momento, manca una spina dorsale, una struttura a cui fare riferimento. La stessa segreteria composta dai sindaci, secondo la fronda, sarebbe stata in realtà soppiantata da uno staff di fedelissimi del segretario. Alcuni dirigenti chiedono a Simiani e Vannozzi di fornire l’anagrafe degli iscritti e lo stato organizzativo delle unioni comunali della provincia (segretari, commissioni garanti, etc), nonché lo stato organizzativo dei circoli con i nomi dei segretari.
In occasione dell’incontro del 27 dicembre, in serata, verrà anche chiarita la situazione di Monte Argentario, laddove il circolo Pd di Porto Santo Stefano avrebbe rifiutato, senza giustificati motivi, il tesseramento di alcune persone e il circolo di Porto Ercole risulterebbe da tempo chiuso.
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