Il Tirreno

Grosseto

il dramma degli allevatori

La beffa dei risarcimenti Dalla Maremma alla Puglia

MONTE AMIATA. Le greggi assaltate da lupi e imbridi è un fenomeno non solo maremmano. Arriva dalla Puglia, ad esempio, la voce di un allevatore che è anche veterinario del servizio sanitario,...

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MONTE AMIATA. Le greggi assaltate da lupi e imbridi è un fenomeno non solo maremmano. Arriva dalla Puglia, ad esempio, la voce di un allevatore che è anche veterinario del servizio sanitario, Cristoforo Carrino. «I nostri destini – dice – sono identici. Ormai il lupo si è impiantato in montagna e in pianura e in Puglia sta diffondendosi rapidamente: circola di giorno senza aver paura dell’uomo, di cui conosce abitudini e rumori; capita che venga investito dalle auto perché circola anche per le strade e addirittura lo vediamo nei paesi e nelle città. Fino a qualche anno fa lo trovavi – continua – solo nelle aree dei parchi, oggi invece si riproduce in modo inesorabile. Non esiste più – spiega il veterinario – la lupa alfa che resta gravida. Adesso tutte le lupe fanno cucciolate, anche due volte all'anno, non più solo a maggio. Noi ne studiamo i movimenti e le abitudini. Gli allevatori si difendono alla meglio con i cani, ma da noi l’allevamento allo stato brado avrebbe bisogno di un sorvegliante continuo: si tratta di una spesa che le aziende non possono sobbarcarsi». Quanto ai risarcimenti, la norma è la medesima: per ottenerli, anche in Puglia sulla gola delle bestiole predate devono essere evidenti i buchi dei denti del predatore.

Insomma, è partita la conta: gli allevatori si stanno contattando fra loro a livello nazionale per chiedere al governo misure efficaci. (f.b.)

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