Il Tirreno

Grosseto

Autostrada tirrenica

La Tirrenica minaccia il Parco. «Vengono ignorati tutti i vincoli»

di Ivana Agostini
Uno scorcio del Parco della Maremma lungo il percorso delle Torri
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Uno scorcio del Parco della Maremma lungo il percorso delle Torri

Venturi scopre che il progetto del Corridoio non tiene conto dell’esistenza del patrimonio naturale. «Sono state scavalcate tutte le prescrizioni della Regione Toscana: è un’infrastruttura inaccettabile»

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La Tirrenica? «È un progetto inaccettabile che isolerà il Parco della Maremma». È una delle tante conseguenze che la futuribile autostrada porterà secondo Lucia Venturi, presidentessa del parco di status regionale. Venturi, i sindaci del territorio e le associazioni di categoria hanno parlato del rapporto tra Parco e Corridoio in un incontro pubblico ad Alberese: giovedì. Gli aspetti critici sarebbero tanti: «Faremo delle osservazioni – annuncia Venturi – Illustreremo tutte le nostre ragioni e le manderemo alla Regione Toscana».

Secondo la presidentessa il progetto della Tirrenica sarebbe in netto contrasto anche con le direttive che la stessa Regione Toscana ha stabilito pro Parco. «Oltre alla tutela dell’ambiente e della natura – spiega – tra i nostri compiti c’è anche quello di favorire lo sviluppo economico sostenibile. Noi stiamo facendo di tutto per farlo».

[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.14607316:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2016/12/22/news/il-territorio-si-faccia-sentire-compatto-1.14607316]]All’interno del Parco ci sono infatti tantissime aziende che hanno intrapreso la strada della coltivazione biologica, della produzione di qualità anche per marchi importanti. E sono nate tante aziende agrituristiche. «Il progetto dell’autostrada non è coerente con questo universo – sostiene Venturi – Stiamo lavorando moltissimo anche per il completamento della ciclopista Tirrenica. Come può tutto questo conciliarsi con una autostrada?».
Partendo dalla simulazione fatta da Legambiente su quelli che dovrebbero essere i percorsi alternativi, Venturi rimarca il problema dell’insufficienza della viabilità complanare.

Al Parco poi non si potrà più accedere come adesso dato che gli svincoli di Rispescia e Alberese spariranno. «La viabilità alternativa – spiega – che servirà non solo ai turisti per andare al Parco ma anche per chi vive e lavora in quel territorio, non è adeguata. Su una strada di circa sei metri si incontreranno i tir carichi di pomodori, che vanno a caricare nelle aziende agricole, e altri mezzi di servizio».

Ma non basta. «Non si è tenuto conto del vincolo idrogeologico – sottolinea la presidentessa del Parco – La complanare che passa dai Pratini Bassi in un tratto finisce in una zona esondabile e per chi abita lì si crea una ulteriore barriera».

L’ente Parco non è mai stato convocato in nessuna sede: è come se quella zona – vincolata anche a livello europeo – non esistesse affatto. Nel piano del Parco approvato nel 2008 c’è un riferimento alla Tirrenica: e proprio in previsione della realizzazione di essa, sono state previste tutta una serie di prescrizioni, sovrapassi, piani di recupero di cui, secondo la presidentessa, non si è tenuto conto. «Chi all’interno del Parco deve montare un cancello è obbligato alla valutazione di incidenza. E invece il progetto dell’austostradanon rispetta nemmeno le direttive che valgono all’interno del Parco». «Ci conforta – conclude – che anche le amministrazioni comunali abbiano ritenuto questo progetto inaccettabile».

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