La protesta
Schettino condannato anche nel processo bis
Tre mesi e 15 giorni per le violazioni delle norme sugli infortuni
GROSSETO. Francesco Schettino è stato condannato in primo grado anche nel processo bis conseguente al naufragio di Costa Concordia, il 13 gennaio 2012 sui fondali di Isola del Giglio. Sia per la violazione delle disposizioni dell’armatore in caso di incidente e per non aver applicato le procedure di emergenza, sia per il danno causato allo skyline dell’isola a causa della prolungata permanenza della nave (fino al 23 luglio 2014).
Il giudice Gian Marco De Vincenzi ha inflitto all’ex comandante rispettivamente 3 mesi e 15 giorni di arresto e 5.000 euro di ammenda. La pena è stata sospesa. La sentenza è stata pronunciata ieri pomeriggio, dopo che richieste dell’accusa (2 mesi e 6.000 euro quelle avanzate dal sostituto procuratore Alessandro Leopizzi), e delle parti civili, nonché arringa difensiva dell’avvocato Donato Laino e controrepliche si erano svolte nelle udienze precedenti. Il giudice non ha provveduto alla liquidazione dei danni, come richiesto dalle parti civili Ministero dell’Ambiente, Legambiente, Enpa e Anmil, demandando il compito al giudice civile: Schettino ne dovrà rispondere insieme a Costa Crociere spa responsabile civile. Ad Avvocatura dello Stato e alle associazioni sono state riconosciute solamente le spese sostenute in questo giudizio: 5.000 euro al ministero, 2.500 ciascuno a Legambiente, Anmil ed Enpa. Un totale di 12.500 euro di sole spese. Serviranno tre mesi al giudice per depositare le motivazioni della sentenza.
Schettino non c’era. In questo procedimento non è mai stato presente, anche se alla prima udienza fece pervenire un certificato medico per un malore avvenuto la sera precedente a casa sua, a Meta di Sorrente, e il suo legale spiegò che successivamente non sarebbe mancato. Invece non si è visto a palazzo di giustizia per questo secondo processo, a differenza di quanto era avvenuto per il processo “madre”: e non si è fatto interrogare. Ieri non c’era nemmeno l’avvocato Laino, sostituito per la lettura della sentenza dal collega grossetano Daniele Bulleri. Erano presenti i legali di Avvocatura (Patrizia Pinna - la richiesta di risarcimenti ammontava a quasi di un milione di euro) e Legambiente (Luca Petrucci), nonché Simona Brizzi e Laura Miani per Costa Crociere.
Francesco Schettino è stato condannato in primo e (nel giugno scorso) in secondo grado a 16 anni per le conseguenze del naufragio che provocò 32 morti e il ferimento di 193 passeggeri; nella pena sono compresi anche i reati di false comunicazioni all’autorità marittima e di abbandono di persone incapaci. Pende il ricorso in Cassazione, davvero l’ultima parola su una vicenda di dimensioni planetarie. La condanna di ieri, invece, riguarda una questione minore, rimasta fuori dal fascicolo principale e per la quale avevano patteggiato Ambrosio, Coronica, e Rusli Bin.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
