Il Tirreno

Grosseto

Il “CuoreNero” di don Sandro

di Andrea Capitani
Il “CuoreNero” di don Sandro

Il parroco di Porto Santo Stefano torna dalla missione in Burkina Faso: il calendario è pronto

2 MINUTI DI LETTURA





MONTE ARGENTARIO. CuoreNero, si chiama così la missione di don Sandro in aiuto al Burkina Faso. Ha fatto ritorno in paese, in questi giorni, il parroco di Porto Santo Stefano don Sandro Lusini, dopo il consueto viaggio annuale in quella che è diventata, ormai, la sua seconda patria. E con la solidarietà sempre al servizio delle popolazioni più svantaggiate del Burkina, considerate come tra le più povere al mondo, dove gli aiuti non sono mai abbastanza per la sopravvivenza della popolazione.

Da 21 anni don Sandro, insieme ai tanti missionari e comunità che in questi anni lo hanno accolto, ha portato avanti numerosi progetti di cooperazione, realizzati grazie alla generosità della comunità dell’Argentario e della Maremma.

E il progetto CuoreNero rimane sempre il mezzo principale di aiuto verso questo popolo africano.

«È andato in stampa per il decimo anno il calendario CuoreNero - spiega don Sandro - Un’edizione speciale con le foto più significative dell’impegno della comunità di Porto Santo Stefano verso le missioni del Burkina».

Il ricavato della vendita di CuoreNero2017 sarà destinato al Centre Medical de Bam, un centro sanitario dove vengono curate diverse patologie come malaria, aids, lebbra, malattie respiratorie e della malnutrizione, di cui sono affette le popolazioni dei villaggi, soprattutto le donne e i bambini.

Grazie all’impegno della comunità di Porto Santo Stefano, continua il parroco don Sandro Lusini, «si potrà così completare l’allestimento degli alloggi per il personale medico e i volontari che operano in una delle zone dell’Africa più carenti di strutture sanitarie».

Quest’anno don Sandro è stato accompagnato dal giovane nipote Marco, appassionato di fotografia.

«È rimasto letteralmente coinvolto - prosegue - e forse anche un po’ sconvolto dalla vita così difficile dei bambini e delle donne. La giornata più dura del viaggio è stata la visita al sito artigianale dei cercatori d’oro più grande di tutto il Burkina, la miniera di Alga. Abbiamo potuto conoscere le miniere d’oro della sofferenza, dove circa 7.000 persone, per lo più bambini, ragazzi e giovani lavorano in condizioni disumane, sotto un sole implacabile, in mezzo a polveri tossiche».

Nessuna protezione e nessuna sicurezza, per loro, che legati a una corda si calano in pozzi profondi anche 170 metri, scavati a colpi di dinamite, con il rischio continuo di frane e mancanza di ossigeno.

«A mano estraggono dalle vene aurifere il materiale che viene portato in superficie in pesanti sacchi per la pulitura». È purtroppo il volto di un’Africa ancora e sempre sfruttata, umiliata, schiavizzata».

Una testimonianza importante di sofferta umanità, da parte di don Sandro Lusini che lui racconta e descrive con consueta sensibilità e dolorosa, commossa partecipazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore