Il Tirreno

Grosseto

Assistenza migranti, mediazione fallita per undici lavoratori

di Gabriele Baldanzi

Parte il contenzioso con Partecipazione e Sviluppo «Le nostre spettanze sono state disattese, ora basta»

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GROSSETO. Non è stato raggiunto alcun accordo tra gli ex dipendenti grossetani dell’associazione Partecipazione e Sviluppo e i vertici lucchesi. Undici persone, messe alla porta da un giorno all’altro, avevano presentato ricorso a seguito dell’interruzione del rapporto di lavoro, avvenuta in nove casi il 31 dicembre dell’anno scorso.

A nulla sono approdati i tentativi di mediazione richiesti dallo studio Antichi (che difende i lavoratori) prima alla Direzione territoriale provinciale del lavoro e poi al tribunale di Grosseto. Si apre così un contenzioso e ora sarà il giudice a esprimersi. Compatto il fronte dei lavoratori composto da Luciano Fedeli, Susanna Elewa, Marco Varesi, Nicoletta Fedeli, Valentina Fedeli, Giulia Ciresa, Elia Di Pace, Consuelo Santi e Marco Mazzei, a cui si sono aggiunti Antonio Minoccheri e Roberto Perilli. «Non abbiamo avuto la possibilità di aprire una ragionevole trattativa, proposta anche su base sindacale, che potesse scongiurare il contenzioso - spiegano Fedeli e gli altri - Volevamo evitare passaggi legali onerosi, ma il tentativo di riconoscimento delle nostre spettanze è stato ridicolizzato con proposte notevolmente al di sotto del richiesto. Da qui il rifiuto dei lavoratori».

Tutto nasce dalla mancata prosecuzione del rapporto che, dall’inizio del 2016, doveva essere stabilizzato con un contratto vero e proprio, anziché un contratto a progetto, che - secondo i lavoratori - «non riconosceva le giuste retribuzioni e contribuzioni per gli operatori». «Noi - prosegue Luciano Fedeli - abbiamo scelto di non accettare la logica del “o così o a casa”. Abbiamo tutele minime ma siamo convinti che il tribunale, con i tempi dovuti, ci riconoscerà un indennizzo adeguato. Partecipazione e Sviluppo si era impegnata sottoscrivendo impegni riguardo a trattamenti economici congrui e in linea coi contratti di lavoro nazionali, cosa disattesa consentendo all’associazione un notevole risparmio e un maggiore lucro sulla manodopera».

I lavoratori proseguiranno questa battaglia e auspicano che essa possa servire a evidenziare le storture di un sistema da “rivedere”, quello dell’accoglienza. Inoltre si intende mettere in evidenza le tutele sul lavoro, «che non possono essere ridotte al solo e mero riconoscimento economico, ma anche al rispetto della dignità delle persone». Infine si fa presente come l’associazione, nonostante diverse inadempienze, abbia continuato a svolgere tranquillamente la propria attività.

«Confidiamo - concludono i lavoratori - nella giustizia. Confidiamo che questa battaglia possa far luce su questa e altre situazioni simili e sulle altre questioni riguardanti l’associazione, auspicando una maggiore sensibilità delle istituzioni locali e sovralocali. Dopo l’annullamento del bando che aveva come oggetto l’accoglienza dei richiedenti asilo per il 2016 in provincia di Grosseto, questi ragazzi che in passato hanno lavorato al fianco dei richiedenti asilo, ritrovandosi poi licenziati e colpevolizzati rispetto a ciò che non funzionava, hanno anche inviato un’articolata memoria a Firenze, in Regione, e poi ai gruppi parlamentari di Camera e Senato. Contemporaneamente, in questi giorni, è stata inoltrata una segnalazione all’Anac, l’Autorità nazionale per l'anticorruzione, sempre rispetto al bando di gara pubblicato nel dicembre 2015 e poi abortito».

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