La protesta
Lascia moglie e figlia senza mangiare
Condannato a tre anni per maltrattamenti in famiglia: botte e minacce di morte con il coltello
GROSSETO. Tre anni di condanna per un cittadino straniero, sotto processo per aver maltrattato la moglie e la figlia di lei, nata dal primo matrimonio e convivente con lui. Una serie di episodi avvenuti nella zona nord della provincia fino al settembre del 2013, caratterizzati anche da violenza, fisica come psicologica.
Perché l’uomo avrebbe offeso la moglie e la figlia, le avrebbe minacciate di morte anche con un coltello; le avrebbe umiliate, accusandole di non portare i soldi a casa. E per questo motivo avrebbe anche impedito loro di mangiare. Episodi che erano emersi quando la donna si era decisa a sporgere querela. E quella fu l’occasione in cui la donna venne picchiata con pugni sulla testa, alla schiena e ai fianchi. Si era fatta vedere al pronto soccorso ed era stata compilata una prognosi di 5 giorni. Sette invece quelli per la figlia, che in quella circostanza era intervenuta in aiuto della madre: anche per lei pugni sulla testa e sul volto, con un trauma anche all’occhio.
Il processo si è svolto di fronte al giudice Marco Mezzaluna, che nel corso delle udienze in cui questo si è articolato ha preso atto di quanto è stato ricostruito, a partire dalla querela e dalle dichiarazioni rese dalle persone informate sui fatti. Ha quindi dichiarato chiuso il dibattimento e ha invitato le parti a formulare le proprie richieste. La viceprocuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo si è detta convinta della responsabilità dell’uomo e ha chiesto per lui una condanna a tre anni. La medesima che il giudice ha ritenuto equa, . Il dottor Mezzaluna si è riservato il deposito delle motivazioni, che avverrà entro il 17 febbraio 2017. Poi l’imputato potrà presentare appello.
(p.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google