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grifone nella bufera

Le lavatrici restano ancora lì

Le lavatrici restano ancora lì

Pignoramento per Mirri rimandato, nessuno apre lo Zecchini

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GROSSETO. Ore 10 di ieri mattina, via Veterani dello sport 7, stadio comunale Carlo Zecchini, sede di Fc Grosseto. Si presenta di nuovo l’ufficiale giudiziario: in mano ha un atto di pignoramento, con lui ci sono l’avvocato Niccolò Antichi e gli uomini della questura per garantire che tutto vada per il meglio. Ma il meglio, almeno per Rodolfo Mirri, ex dirigente dell’Fc Grosseto, deve ancora arrivare: il cancello dello stadio era chiuso, il fabbro non c’era e per accedere al locale lavanderia dove sarebbero dovute essere portate via una lavatrice e due asciugatrici, sarebbe stato necessario aprire anche una porta a vetri sul retro e quella della stanza dove c’erano i beni. Tutto rimandato: l’ufficiale giudiziario tornerà allo Zecchini domani mattina, sempre alle 10 e questa volta dovrebbe trovare all’impianto un dirigente della società ad aprire il cancello.

Il pignoramento, al quale si era opposta la società guidata da Max Pincione, è stato reso esecutivo dopo che il giudice Paolo Ottati aveva respinto la richiesta dell’Fc Grosseto e dovrebbe servire a garantire il rispetto del pagamento delle spettanze dell’ex dirigente della società, il direttore Rodolfo Mirri, titolare di un’ agenzia immobiliare a Carcare di Savona. Una questione da poco più di seimila euro che non ha trovato forme di accordo. E Mirri ha chiesto di procedere.

Il primo tentativo fatto dall’ufficiale giudiziario un mese fa era stato un buco nell’acqua: gli unici beni aggredibili non erano raggiungibili allora e non lo sono stati nemmeno ieri mattina. Mancavano, ancora una volta, le chiavi della lavanderia, dove ci sarebbero tre apparecchi, una lavatrice e due asciugatrici, acquistate lo scorso anno per un valore che si aggira più o meno sui diecimila euro. «Ci sarà poi da capire se quei beni - dice l’avvocato Antichi - siano stati pagati a chi li ha venduti alla società». Intanto, il lavoro del legale non si ferma soltanto alla richiesta (ottenuta) di pignoramento della lavatrice e delle due asciugatrici. C’è anche un altro atto di pignoramento che è stato presentato alla Figc per capire se davvero ci sono i cartellini dei giocatori. «Ma questo lo sapremo soltanto ad anno nuovo - dice Antichi - quindi andiamo avanti con il pignoramento dei beni che sono dentro lo stadio». In realtà, cosa ci sia davvero dentro lo stadio lo sanno in pochi.

Oltre alla lavatrice e alle due asciugatrici pare ci sia altro materiale. «Quello che però non sappiamo è se sia stato lasciato lì da Camilli - aggiunge l’avvocato - e se sia di proprietà del Comune. Domani mattina ci hanno detto che verranno ad aprire l’impianto, altrimenti faremo intervenire il fabbro».

Francesca Gori

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