La protesta
Biglietti e lacrime per il piccolo leone
Una folla commossa alla camera ardente aperta per Alessio al palazzetto: gli amici con la divisa della sua squadra
FOLLONICA. Lacrime strazianti e messaggi d’affetto sincero. Così Follonica ha accolto il piccolo Alessio Galgani scomparso domenica all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze a soli 13 anni per una grave malattia. «Con la forza di un leone e il coraggio di un guerriero più che un bambino sei un uomo vero». Questa frase e un forte applauso hanno accolto la bara bianca arrivata nella città del golfo poco dopo le 10 ieri mattina: il feretro è stato portato alla pista di pattinaggio Armeni, zona Capannino, come richiesto dalla famiglia, dove è rimasto fino al primo pomeriggio, quando è stato portato al cimitero comunale per la sepoltura. Un viavai continuo di persone, un fiume di gente: ma soprattutto all’Armeni ieri c’erano tanti ragazzini, tantissimi giovani follonichesi che hanno voluto salutare il piccolo Ale.
Non lo hanno mai lasciato solo, lo hanno abbracciato con un affetto enorme, loro ancora bambini che in questi giorni hanno dovuto affrontare un lutto così grande, inspiegabile. Gli hanno lasciato messaggi, disegni, fotografie, sono rimasti in silenzio, tra le lacrime che non smettevano di scendere e quel dolore che resterà per sempre nei loro cuori. Accanto alla bara bianca cartelloni, lettere, messaggi, disegni: due mani che formano un cuore, una faccina che piange, un campo di calcio. «Al nostro biondo preferito», «Hai combattuto fino alla fine. Sei il nostro campione», «Eri vivace e sempre sorridente: ti vogliamo bene».
Queste solo alcune delle frasi lasciate accanto al feretro. Ai lati della pista uno striscione con su scritto: «Con la forza di un leone e il coraggio di un guerriero, più che un bambino sei un uomo vero. Ciao Alessio».
La famiglia del tredicenne vive nel quartiere Senzuno dove tutti si conoscono e sono legati tra loro. Francesca Vagelli e Simone Galgani, mamma e papà di Alessio, insieme ai figli più piccoli, hanno ricevuto l’abbraccio carico di affetto e vicinanza dalla loro città, che ancora oggi non riesce a credere a quanto successo domenica.
Il cuore del piccolo ha smesso di battere dopo tre mesi di cure, visite e ospedali. Una battaglia affrontata con coraggio da Alessio e dalla sua famiglia, che ha lottato fino all’ultimo insieme a lui per riuscire a restituire a quel piccolo angelo la tranquillità che meritava. Alessio era uno sportivo, un calciatore: la società Asd Real Follonica di cui faceva parte era presente ieri all’Armeni insieme ai suoi atleti, così come moltissime altre società sportive che hanno voluto salutare il piccolo.
Tanti ragazzini in divisa sportiva si sono succeduti di fronte al feretro e ancora le autorità locali, gli amici, i conoscenti, i senzunesi. E prima di andare al cimitero i giovani amici di Alessio hanno preso il microfono per leggere tra le lacrime i messaggi scritti per il loro amico scomparso. Poi quella piccola bara è stata sollevata per compiere l'ultimo viaggio, quello verso il campo santo. Follonica ha dimostrato così la sua vicinanza alla famiglia Galgani: adesso è tempo di restare uniti per affrontare insieme questo momento così difficile. I genitori del piccolo hanno istituito una raccolta fondi per l’ospedale Meyer di Firenze: un gesto d’amore, ancora, come ce ne saranno altri, perché Alessio resterà sempre nel cuore di tutti quelli che gli volevano bene, ma anche di tutta la comunità follonichese. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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