La protesta
Lavanderia svaligiata È la sesta volta
A distanza di un mese i ladri si ripresentano nonostante le telecamere di videosorveglianza
GROSSETO. Le telecamere di videosorveglianza erano attive anche questa volta, così come lo erano un mese fa quando i ladri di sono affacciati alla lavanderia automatica City Wash, la cui insegna campeggia in via Fossombroni. E anche questa volta, hanno ripreso tutta la scelta: i tre tentativi per aprire la porta che divide dalla zona lavatrici la sala macchine e la cassa. Non solo: anche questa volta in quei fotogrammi si vedono bene i volti degli uomini che sabato sera hanno fatto irruzione. La sorpresa, semmai, è stato riconoscerne uno come lo stesso autore del furto di un mese fa preciso, che questa volta si è presentato in lavanderia insieme a un altro complice.
«Fino alle 21 nella lavanderia c’erano stati molti clienti - spiega la titolare Luana Papetti - poi le telecamere hanno registrato l’ingresso di queste due persone». Il primo tentativo che hanno fatto è stato quello di aprire la porta con un cacciavite. Un mese fa c’erano riusciti utilizzando soltanto quello strumento. Ma questa volta, la porta che era stata cambiata era stata anche rinforzata e il cacciavite non è più bastato: i ladri sono entrati a distanza di pochi minuti con altri attrezzi. Alla fine, ed erano appena le 21,15, hanno deciso di passare alle maniere forti e utilizzare un piede di porco. «Hanno sfondato direttamente la porta, facendo un buco - aggiunge Papetti - poi hanno infilato una mano dentro e hanno fatto saltare la serratura».
Una volta dentro, la scena che è stata ripresa è stata la stessa: la cassa è stata spaccata e i soldi che c’erano dentro sono stati portati via. Facendo danni, di nuovo, per migliaia di euro. «Ci risiamo», ha detto il vigilante al telefono ai titolari della lavanderia quando li ha chiamati al telefono, intorno a mezzanotte, dopo essere passato a chiudere la lavanderia. «Quando ho sentito quelle parole mi sono sentita morire - dice ancora la proprietaria - perché avevamo impiegato settimane per rimettere tutto a posto. E avevamo speso anche diverse migliaia di euro».
Papetti e il marito ieri mattina sono arrivati prestissimo in via Fossombroni dove è intervenuta anche la volante della polizia insieme agli uomini della scientifica che hanno isolato alcune tracce lasciate dai ladri, impronte digitali comprese. Ma quello che più ha fatto andare il sangue al cervello ai titolari, una volta viste le immagini delle telecamere, è stata la presenza di uno degli uomini che appena un mese fa aveva svaligiato il loro locale. Lo stesso che la volta precedente faceva da palo e che questa volta, aveva cambiato partner per mettere a segno lo stesso colpo. Aveva cambiato partner ma non modus operandi.
Lo scorso mese, quando la lavanderia è stata svaligiata per la quinta volta, i titolari sono andati anche in Comune a chiedere che venisse installato un lampione nella stradina che porta all’ingresso della lavanderia che è completamente al buio. Da via Fossombroni è impossibile vedere quello che accade là dentro.
I ladri, anche questa volta hanno agito indisturbati. E oltre a spaccare la porta hanno portato via l’incasso.
«Non abbiamo ancora fatto i conti - aggiunge Papetti - ma c’erano diversi soldi perché sabato eravamo fuori Grosseto e non siamo passati a togliere l’incasso. Ormai lo facciamo più di una volta al giorno perché ci sentiamo sotto assedio. È impossibile andare avanti così».
Oggi i titolari di City Wash saranno di nuovo in questura per consegnare le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza.
«È la sesta volta che ci rubano e ci spaccano tutto da quando abbiamo aperto - spiega - ed è davvero difficile andare avanti in questo modo. Le telecamere le abbiamo messe e abbiamo anche un servizio di vigilanza, ma così non ci salva davvero più».
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