La protesta
Diagnosi prenatale da record
Ottimi contributi dell’équipe grossetana diretta da Enrico Colosi
GROSSETO. La diagnosi prenatale ha fatto passi da gigante e l’ospedale di Grosseto dà il suo contributo con la ricerca e l’applicazione di metodologie innovative.
Nel 2016 ne hanno parlato due prestigiose riviste internazionali, pubblicando tre studi sulla diagnosi prenatale condotti dall’équipe di Fisiopatologia della riproduzione umana dell’ospedale di Grosseto: il Journal of Prenatal Medicine e il Journal of Maternal and Neonatal Medicine. Ne dà notizia il direttore della Rete della gravidanza fisiologica dell’Asl sud est, Enrico Colosi, responsabile dell’équipe grossetana.
«Lo studio pubblicato su Journal of Prenatal Medicine - spiega - riguarda una ricerca condotta dal 2007 al 2016 su un campione di 11 mila donne rivolte all’ospedale di Grosseto per la diagnosi prenatale. I risultati dimostrano che, con un’ecografia nel primo trimestre di gravidanza, è possibile individuare almeno il 50% delle malformazioni anatomiche sul feto». Si può così intervenire con terapie in utero o facendo nascere i bimbi in strutture dove possono essere operati. Gli altri due studi, pubblicati sul Journal of Maternal and Neonatal Medicine, riguardano le malformazioni cromosomiche: il primo, condotto tra 2013 e 2016 con l’Università di Firenze, riporta i risultati di un metodo innovativo che a Grosseto ha ottenuto il primo brevetto europeo per la diagnosi delle più comuni malformazioni cromosomiche con la ricerca del dna fetale, semplice esame del sangue materno dopo la 10ª settimana di gestazione. Il secondo studio è sull’applicazione di questo metodo sulla popolazione Asl. «Abbiamo dimostrato che, offrendo questo tipo di diagnosi prenatale alla donne che hanno un range di rischio, è possibile individuare le più frequenti malformazioni cromosomiche con un’elevatissima attendibilità. Una svolta nella diagnosi prenatale che aggiunge prestigio al nostro ospedale e all’azienda».
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