Il Tirreno

Grosseto

Provincia: elezioni dopo l’Epifania, i giochi sono aperti

di Gabriele Baldanzi
Provincia: elezioni dopo l’Epifania, i giochi sono aperti

Favorito Vivarelli Colonna, ma le civiche sono un’incognita Il voto sarà ponderato, i Comuni grandi peseranno di più

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GROSSETO. Lunedì 19 dicembre verranno presentate da centrodestra e centrosinistra le liste per le elezioni provinciali di secondo livello, fissate per domenica 8 gennaio. Non ci sarà resistenza da parte del centrosinistra a vantaggio di Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ipotesi che era stata inizialmente presa in considerazione da alcuni sindaci del Pd. Ieri sera si sono svolte le riunioni decisive.

Si andrà, quindi, allo scontro, alla conta, in una situazione che sulla carta - numeri alla mano - è di sostanziale parità tra le due coalizioni. Mai come questa volta sarà importante che tutti i consiglieri comunali e i sindaci (di tutti i 28 comuni del comprensorio) vadano a votare e lo facciano in modo responsabile, in linea con le indicazioni dei rispettivi partiti.

Eppure, a fare la differenza, paradossalmente, potrebbero risultare proprio coloro che un partito non ce l’hanno: chi sta in mezzo, i civici veri, chi fa parte di coalizioni/aggregazioni locali imbastardite.

Due anni fa fu il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi – raccogliendo 231 preferenze (65 le bianche, 17 i voti nulli) – a essere eletto presidente della Provincia di Grosseto. Con le minoranze (Sinistra e centrodestra) che non presentarono alternativa. Un mezzo plebiscito per Bonifazi, con il centrosinistra che – nell’altra urna – si conquistò sette posti nel nuovo consiglio, lasciandone tre agli avversari.

Rinunciarono a votare i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle. E lo faranno anche stavolta. Rispetto all’ottobre 2014, di immutato, c’è anche il numero totale degli aventi diritto (358 eletti) e il criterio di ponderazione.

Ogni voto avrà un peso diverso a seconda del Comune di appartenenza. Gli elettori dei Comuni demograficamente più grandi avranno un valore maggiore, in modo proporzionale alla quantità di cittadini che rappresentano all’interno del corpo elettorale della provincia.

I dati presi a riferimento per il calcolo dell’indice di ponderazione sono quelli del censimento 2011. Le fasce demografiche individuate sono cinque: Comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti (75 punti è l’indice che pesa il voto); superiore a 3.000 fino a 5.000 (145 punti); superiore a 5.000 fino a 10.000 (307 punti); superiore a 10.000 fino a 30.000 (437); superiore a 30.000 fino a 100.000 (1.060).

Guardando i dati di due anni fa è presumibile che anche stavolta ci saranno delle fisiologiche defezioni, oltre a qualche franco tiratore.

Per il centrodestra, in teoria, sarà più facile prendere palazzo Aldobrandeschi. Basterà mettere la matita in mano ai consiglieri di Grosseto, Orbetello e Monte Argentario, al completo. Più frammentato e fragile il consenso teorico per il candidato presidente del centrosinistra.

Attenzione, però, perché se Pd, socialisti, cespuglietti e civiche connotate riusciranno nel miracolo di informare e coinvolgere i propri rappresentanti, allora la partita resterà aperta fino all’ultima scheda. Ciascun elettore esprimerà un voto per l’elezione del presidente della Provincia crociando il nominativo del candidato stampato sulla scheda; poi un voto per la lista dei candidati al consiglio provinciale, apponendo una croce sul contrassegno di lista ed esprimendo la preferenza (va scritto il cognome) per uno dei candidati della lista.

La sera stessa dell’8 gennaio il responsabile dell’ufficio elettorale, terminate le operazioni di scrutinio, proclamerà presidente della Provincia il candidato che consegue il maggior numero dei voti sulla base della ponderazione.

In caso di parità di voti è eletto il candidato più giovane. Nel caso di una contrapposizione tra Vivarelli Colonna e Giancarlo Farnetani avrebbe la meglio il primo.

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