Il Tirreno

Grosseto

Paolini resta alla guida di Sei Toscana

di Gabriele Baldanzi
Paolini resta alla guida di Sei Toscana

Il presidente uscente è stato confermato. E Grosseto perde la sua rappresentanza nel nuovo consiglio di amministrazione

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SIENA. Roberto Paolini, confermato ieri pomeriggio presidente di Sei Toscana, come prima cosa, ha rassicurato i Comuni e i vertici dell’Ato rifiuti Toscana Sud. All’uscita dalla sede senese della società, ha spiegato la situazione con queste parole: «Abbiamo tutti i requisiti – ha detto – per assolvere fino in fondo, con efficienza e professionalità, al delicato compito quotidiano della corretta gestione del ciclo integrato dei rifiuti per tutti i 106 comuni dell’Ato. La società – ha aggiunto – contando sulle numerose e valide professionalità che la costituiscono, garantisce il massimo impegno per assolvere il compito che le è stato affidato con la gara ventennale. Siamo pronti a rispondere alle richieste dei Comuni e dei cittadini».

Non ha fatto dunque nessun accenno all’inchiesta della magistratura fiorentina che sta scandagliando la procedura per il maxi appalto ventennale da 3,5 miliardi di euro che ha riguardato la gestione completa del ciclo dei rifiuti urbani nelle province di Grosseto, Siena e Arezzo, sfociata, in prima battuta, in una retata. Quelle di Paolini sono dichiarazioni attese un po’ da tutti: a Firenze (in Regione) e nelle province interessate. Parole che in pochi minuti sono rimbalzate sulle agenzie e poi nel web.

Per la società consortile Sei Toscana si apre, dunque, una nuova fase. Delicatissima. È stato il nuovo consiglio di amministrazione della società, su indicazione dei soci, a nominare Paolini come presidente, affiancandogli due vice, vale a dire Riccardo Panichi (anche lui confermato, era nel precedente Cda) e Alessandro Frosali. Roberto Paolini, senese, 60 anni, commercialista, vanta un’esperienza come dirigente d’azienda e amministratore in diverse realtà di rilievo sul territorio e prosegue il percorso intrapreso il 16 maggio quando fu nominato presidente di Sei Toscana. «Innanzitutto – ha detto Paolini – voglio esprimere il mio ringraziamento ai soci e al nuovo Cda per la fiducia accordatami di nuovo. È stato apprezzato il passo indietro dei consiglieri uscenti, compiuto pochi giorni fa e che ha consentito di nominare nuovi amministratori. Era un atto non dovuto la rinuncia al mandato, vista la loro completa estraneità all’inchiesta attualmente in corso. Così facendo hanno dimostrato attaccamento all’azienda e senso di responsabilità».

Paolini, nel corso del Cda, ha accennato anche ad alcune difficoltà di relazione con l’Ato. «Quello che mi appare evidente – ha detto – fin da quando sono arrivato pochi mesi fa, e che oggi è ancora più chiaro con le diverse posizioni emerse in seno all’assemblea di Ato, è la necessità per noi di avere un rapporto pienamente collaborativo con i 106 Comuni serviti. È questo l’aspetto sul quale l’azienda deve concentrarsi maggiormente, nel rispetto dei ruoli, degli stessi Comuni e del contratto di servizio, sempre con la massima trasparenza. Insieme alla nostra capacità di ascolto – ha proseguito – servirà anche un clima più sereno e orientato alla qualità del servizio per consentire a tutti i soggetti di lavorare con profitto. Dico questo, non tanto per il rispetto verso questa società, quanto per quello verso le oltre mille persone che ogni giorno lavorano sulle nostre strade e negli uffici per garantire un servizio efficiente e di qualità, che poi si traduce in qualità di vita per i cittadini».

Nel nuovo consiglio di Amministrazione della società Sei Toscana scompare Grosseto, che era precedentemente rappresentato da Arturo Bernardini. Oltre ai già citati Paolini, Panichi e Frosali il cda che si è insediato ieri sarà composto da Alberto Busi, Paolo Cenderelli, Stefano D’Incà, Rossana Landini, Marco Mairaghi e Gianfranco Saetti.

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