La protesta
La riforma ingessa l’Unione
La gestione amministrativa sarà affidata a un esterno
MASSA MARITTIMA. L’Unione dei Comuni non può reggere tutto il carico di lavoro da sola. La riforma Delrio e i cambiamento negli enti locali hanno portato ad una mole di lavoro troppo grande per gli uffici dell’ex Comunità Montana, a cui ora fanno capo decine di operai forestali: ossia l’intero parco dipendenti delle province di Grosseto e Livorno. E se la gestione degli esperti e della manovalanza legata ai boschi è stata più o meno consolidata, altrettanto non si può dire della gestione dell’intero personale, affidata a un unico responsabile che oggi si trova sommerso da una mole di lavoro eccessiva.
Lo ha detto a chiare lettere il Garu, l’ufficio per le risorse umane, evidenziando la necessità di trovare una soluzione rapida.
Un appello accolto dall’amministrazione alla guida dell’Unione dei Comuni Colline Metallifere, costretta ad affidare il servizio di elaborazione paghe ed adempimenti contributi e fiscali del personale forestale dipendente «per inderogabili ragioni di urgenza e di funzionalità», come si legge negli atti amministrativi. Si tratta di «una situazione di grande sofferenza - scrive il Garu alla giunta dell'Unione - dovuta anche all’ingente mole di lavoro materiale da sbrigare, e della non possibilità di destinare ulteriore personale all’Ufficio è necessario almeno tentare di ridurre il carico di lavoro complessivo rivolgendosi all’esterno dell'ente, affidando ad un soggetto terzo l'elaborazione delle paghe ed i relativi adempimenti previdenziali e fiscali».
Un segnale di come la situazione negli uffici sia effettivamente critica, legata per intero alle riforme che ne hanno stravolto il funzionamento. Che la strada sarebbe stata in salita lo si era capito subito, da quando venne annunciato che a partire dal 1 gennaio 2016 l'ente maremmano avrebbe dovuto farsi carico della gestione del patrimonio forestale delle due province, compresi ovviamente tutti gli operai specializzati, che ammontano ad una quarantina. Fu un periodo di forte tensione, perché l'Unione non aveva ancora ricevuto i trasferimenti regionali e di fatto non riusciva, in quel momento, a garantire la paga a tutti i dipendenti. Un problema divenuto ovviamente la priorità, affrontato e risolto con il passare dei mesi. Ma se quella era la priorità, altre questioni sono rimaste in sospeso, specialmente negli uffici amministrativi.
Il servizio paghe è il nodo più complicato. Ad una sola persona, infatti, è chiesto di gestire «amministratori e dipendenti di quattro enti e gli operai forestali dell'Unione - spiega il Garu - ossia quattro bilanci, quattro conti del personale, cinque contratti decentrati, quattro piani di assunzioni, gestione presenze e salario accessorio per circa per oltre 160 dipendenti». Troppo lavoro, così la proposta di affidare il servizio ad un soggetto terzo, nonostante i dubbi.
Alfredo Faetti
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